Donatella Versace, che continua a cambiare per non mollare

Donatella Versace entra nella Holding controllata da Michael Kors e a chi grida al sacrilegio, risponde per le rime. Tosta come sempre

Donatella Versace è una roccia dura, come la terra in cui è nata, la Calabria. Ombra del fratello, che nei primi anni ’90 l’aveva messa a capo della linea giovanile del marchio, Versus, con l’improvvisa e tragica morte di Gianni si è ritrovata  addosso un peso che chiunque avrebbe retto a fatica: improvvisamente era il volto della maison, era lei “Versace”. Una donna minuta, nel privato insicura, già dipendente dalla droga, che da quel momento è diventata sua compagna di vita. Fino al 2005, anno della disintossicazione e della rinascita.

Eppure Donatella nei 21 anni dall’assassinio di Gianni, avvenuto a Miami nel 1997, è riuscita nonostante la droga, la chirurgia estetica eccessiva (“Dovevo creare una Donatella distante, aggressiva, spaventosa, per nascondere le mie debolezze”) le difficoltà famigliari – il divorzio dal marito, l’anoressia della figlia Allegra– , gli incubi ricorrenti in cui Gianni le appariva in sogno e la accusava di aver disegnato dei vestiti orribili, di aver dimenticato tutti i suoi insegnamenti, nonostante tutto questo, Donatella non ha mai mollato, è riuscita a tenere alto il nome della maison, a farla crescere, restando ancorata all’idea della moda (sfacciata, colorata, barocca) che aveva Gianni.

Fino ad oggi, quando la notizia della vendita del marchio a Michael Kors ha monopolizzato i media e fatto gridare allo scandalo. “Un nome sinonimo di italianità del mondo, in mano agli americani?”. Gli stessi che vent’anni fa non avrebbero scommesso una lira su di lei, sono quelli oggi che gridano al sacrilegio

E mentre Salvini e Di Maio polemizzano per questa “perdita di sovranità nazionale” lei, che ha imparato ad amarsi tanto quanto ama il suo lavoro, che i suoi demoni li ha in parte domati, che non sogna più Gianni a sgridarla,  e che rimarrà comunque alla direzione stilista della Holding (La Capri Holdings Limited riunirà Michael Kors, Versace e Jimmy Choo)  ha replicato:

Con questa operazione assumeremo più persone e porteremo più lavoro in Italia, le polemiche sono infondate.

Le fa eco l’amministratore delegato di Michael Kors-Capri Holdings: “Il made in Italy è la forza di Versace, non è possibile pensare a questo marchio diversamente”.

Vediamo se i fatti daranno ragione ancora una volta a questa piccola grande donna, che finora ce l’ha sempre fatta.

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Donatella Versace, che continua a cambiare per non mollare