Blake Lively vittima di body shaming a tre mesi dal parto

Blake Lively, red carpet a pochi mesi dal parto. Sui social la accusano di essere “appesantita” ma i più la difendono dal body shaming

Non c’è maggiore soddisfazione, per i “leoni da tastiera”, soprattutto femminili, che aspettare la varco la bellissima di turno, attrice, cantante, personaggio famoso in generale, di ritorno da gravidanze o periodi personali difficili, e attaccarla per qualche imperfezione estetica acquisita. Che nel caso del parto si traduce quasi sempre in forme più morbide e dolci. Si chiama in gergo body shaming ed è uno dei mali moderni. In rete e non solo.

Ne sa qualcosa Blake Lively, meravigliosa attrice lanciata da “Gossip Girl“, oggi moglie di Ryan Reynolds e mamma felice di tre bambine, partorite rispettivamente nel 2014, 2016 e 2019. La bionda attrice, a soli 4 mesi dal parto, è apparsa raggiante e felice sul red carpet del suo film in uscita Rhythm section accanto a Jude Law.

Fasciata in un meraviglioso abito di velluto nero firmato Dolce&Gabbana, Blake mostrava un décolleté invidiabile (sta allattando) ma tanto è bastato per fare uscire dalle gabbie i leoni (da tastiera): “Appesantita”, “Grassa”, solo per citare i più soft.

Immediata anche la replica su Twitter dei tanti fan e non solo dell’attrice, inorriditi da tali commenti: “Ragazzi, stiamo davvero dicendo #BlakeLively è grassa? Lei che è una delle più belle donne dello spettacolo? Lei che è diventata madre per la terza volta da poco? Lei che probabilmente ha l’autostima che noi possiamo solo sognare? WHAT. #bodyshaming mi fai schifo”. “In questi scatti vedo semplicemente una donna meravigliosa, felice e pazzesca.  Che è di una bellezza disarmante e una classe straordinaria. Il #bodyshaming è reato. I vostri commenti velenosi sul suo peso sono inutili e disgustosi”.

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Blake Lively vittima di body shaming a tre mesi dal parto