Bianca Nappi ci racconta di Vivi e lascia vivere: “Elena Sofia Ricci? Un’amica”

Intervista a Bianca Nappi: l'attrice della nuova serie tv Vivi e lascia vivere ci racconta di Elena Sofia Ricci, della magia del suo lavoro. E svela di avere un lato timido

Bianca Nappi è una delle attrici italiane più raffinate. Ozpetek l’ha voluta in tre suoi film, ha partecipato a fiction di successo, da Distretto di Polizia 3 a I bastardi di Pizzofalcone, solo per citarne un paio.

Ora arriva sul piccolo schermo con la serie Vivi e lascia vivere, dove recita accanto a Elena Sofia Ricci di cui è amica. A noi Bianca ha raccontato in anteprima di questa sua nuova avventura, ci ha svelato il suo lato timido (per questo non farà mai un reality) e soprattutto ci ha dato una lezione di vita, promettendo di regalarci momenti magici col suo essere attrice.

Il 23 aprile va in onda la nuova serie Vivi e lascia vivere: ce ne vuoi parlare?
Sì, è una nuova serie con la regia di Pappi Corsicato. È molto interessante e ricca di livelli perché c’è la commedia, il giallo, il dramma sentimentale e familiare. Ma diciamo che il tema principale è il superamento di una crisi e l’idea che si possa sempre ricominciare. Tutto ruota intorno al personaggio di Laura, interpretato da Elena Sofia Ricci. Laura è una donna dall’esistenza complicata che si vede stravolgere la vita. E quasi come un effetto domino, la vita cambia a tutte le persone che ruotano intorno a lei.

Qual è il tuo ruolo in Vivi e lascia vivere?
Io interpreto Rosa, la collega e miglior amica di Laura. Le due inizialmente lavorano in una mensa. Il mio personaggio è esattamente l’opposto di Laura. Tanto Laura è una donna determinata, forte, non convenzionale, tanto Rosa, all’inizio, è dimessa, timida, una donna che si accontenta di una vita precostituita che sicuramente non è il meglio per lei e che anzi la fa soffrire. Il suo matrimonio non funziona assolutamente e lo subisce solo per paura. Grazie a Laura e a dei colpi di scena che arriveranno quasi subito nella serie, anche Rosa è spinta a cambiare.
È molto bello il mio personaggio perché ha una grande evoluzione nelle dodici puntate. Mi piace perché è una donna che va verso l’indipendenza e l’affermazione di sé, aspetti che l’hanno sempre spaventata. E questi sono temi per me molto concreti, in cui tantissime donne possono riconoscersi. A volte la paura  di autodeterminarsi, di imporre le proprie scelte, ci bloccano. Invece, è proprio questa la chiave di volta per fare qualcosa di buono nella vita. In generale, la serie parla proprio della possibilità di cambiare, di ricominciare quando la realtà che vivi non fa più per te e ti crea dei problemi.

Com’è lavorare con Elena Sofia Ricci?
Noi ci conoscevamo già da tempo, perché anni fa abbiamo fatto un film insieme, molto fortunato, Mine vaganti di Ozpetek. Considero Elena Sofia Ricci un’amica, oltre che un’attrice straordinaria, una persona con un grande rigore professionale. Da questo punto di vista, è anche un esempio per me. È stato molto bello ritrovarsi.

Prima citavi Mine vaganti, nella tua carriera hai girato molti film, hai lavorato per la televisione e in teatro: in quale di questi ambiti ti riconosci di più?
È una scelta che non vorrei mai fare. In realtà, l’ideale è sempre interscambiare le cose, perché il pubblico cambia, la scrittura cambia – quella teatrale è molto diversa da quelle televisiva o cinematografica -, anche i tempi di lavoro sono diversi. Allora è chiaro che a teatro puoi provare una scena per una settimana, mentre in televisione a volte hai un’ora, se tutto va bene. Secondo me per un attore è molto stimolante confrontarsi con dei ritmi diversi, oltre che con linguaggi che sono ovviamente differenti, un conto è la macchina da presa, un altro lo spettacolo live. Per me è fondamentale diversificare, perché questo ti obbliga a essere sempre vitale, a trovare risposte sempre nuove ai problemi che ogni volta ci sono. Fare solo una cosa, mi sembrerebbe molto limitante. Un tempo era molto più rigida questa divisione di genere, per fortuna oggi sta sparendo. Si è capito che l’attore di teatro può fare cinema e televisione e viceversa.

Invece c’è qualcosa che, professionalmente, non vorresti mai affrontare? A proposito di televisione, parteciperesti a un reality?
Direi di no. Io sono un’attrice e amo il mio lavoro. In un reality non potrei mai farlo, perché non è né un film né uno spettacolo. Dovrei essere me stessa in una situazione sicuramente scomoda. Io poi sono una persona molto riservata. Mi piace moltissimo quello che faccio, ma allo stesso tempo ho una dimensione personale che è privata e tale deve rimanere. E poi penso che degli attori meno si sa della loro vita privata e meglio è. Quindi andare in un reality a fingere di essere me stessa, non lo trovo adatto a me perché la mia è un’altra professione. Senza ovviamente dare alcun giudizio perché dai reality provengono diversi personaggi televisivi molto validi. Per quanto mi riguarda non sento di averne l’attitudine. Infondo sono timida e poi mi chiuderei in una situazione del genere, quindi non sarei utile nemmeno al programma.

Con quale attore o regista vorresti lavorare? Hai un sogno nel cassetto?
In Italia ci sono tantissimi registi straordinari. Penso a Sorrentino, a Garrone… Adorerei lavorare con Verdone che è sempre stato un mio mito. Ho visto ovviamente tutti i suoi film, sono cresciuta con loro. Oppure penso a Salvatores che ammiro moltissimo, perché è sempre stato capace di reinventare il suo cinema.

È vero che sei appassionata di astrologia?
Sì, è una mia passione, ma ci tengo a sottolineare che si tratta di un gioco e guai a chi la prende sul serio. Quello che mi ha sempre incuriosito della astrologia, è la capacità che ha di far parlare le persone di sé. Quando tu chiedi a qualcuno: “Di che segno sei?”, si crea subito un legame, si rompe il ghiaccio con l’altro, perché si tende a parlare di sé in base alle caratteristiche che attribuiamo al segno.Oltre al fatto che l’astrologia ha una storia antichissima ed è strettamente legata alla nostra cultura. Per me l’astrologia non è certo l’oroscopo settimanale.

Tornando all’attualità, come stai vivendo la quarantena?
Come tutti, con alti e bassi. Ci sono momenti in cui sono più ottimista, altri in cui la preoccupazione prende il sopravvento. Ad ogni modo la sto vivendo con molto rigore fin dall’inizio, perché ho capito che sta portando a qualche risultato: bisognava fare così e bisogna fare così.

Quando sarà finita, qual è la prima cosa che farai?
A dir la verità non sto pensando al dopo, perché secondo me alla normalità si tornerà tra molto tempo. Dobbiamo essere realisti e capire che quando riapriranno, non si potrà tornare subito come prima, altrimenti ci potremmo trovare in una situazione peggiore di questa. Credo che bisogna fare un atto di maturità e responsabilità verso di noi e verso gli altri. Quindi, non penso finita la quarantena andrò a mangiarmi una pizza o a farmi i capelli. Vivo giorno per giorno. Seguo le notizie ufficiali e cerco di capire cosa sta accadendo davvero. In questo momento mi preme che l’Italia riesca ad avere un po’ di respiro. Quando potremo tornare alla vita normale, sarà meraviglioso e sarà bello anche se sarà una sorpresa.

Il vostro lavoro che ha come scopo intrattenere le persone è in questo momento molto importante?
È importantissimo. Il lavoro di attore ha una sorta di magia, ha un potere consolatorio che per un attimo riesce ad allontanarti dai problemi quotidiani e a darti una dimensione diversa. Guardare un film, è come leggere un libro: ti porta da un’altra parte e nel frattempo stai crescendo.

Bianca Nappi

Bianca Nappi – Fonte: Getty Images

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