Alessia Marcuzzi si racconta: “Insegno a mia figlia la cultura della libertà”

Alessia Marcuzzi si racconta: il suo messaggio di forza e libertà che fa bene a tutte le donne

Alessia Marcuzzi si è sempre professata un maschiaccio, ma proprio per questo il suo punto di vista sulle donne e la libertà rappresenta un bel messaggio, per il pubblico femminile come per quello maschile. La conduttrice ha rilasciato un’intervista al settimanale Grazia in cui ha parlato di alcune sue debolezze, che in fondo non sono così diverse da quelle di tante altre persone.

“Quando ti vedono in tv sembri invincibile, ma anche io sono piena di fragilità”, ha confessato. Fragilità che in fondo sono universali, come la paura di invecchiare, ma anche la paura di mostrarsi per ciò che si è realmente, senza fronzoli.

Un paradosso, forse, se si pensa ad Alessia Marcuzzi come alla donna dello spettacolo. E invece il suo è un messaggio universale, in cui ogni donna può ritrovarsi. Per questo le piace prendere l’esempio di “Tonya”, la pattinatrice americana interpretata da Margot Robbie nell’omonimo film.

“Faccio come lei, che si mette davanti allo specchio prima di andare in pista e piange e ride e poi si trucca ed esce – racconta – Ecco, lei in un minuto ha fatto quello che tutte noi facciamo nella vita, si è truccata, si è messa una maschera ed è andata in scena. Noi donne, quando ci guardiamo così allo specchio, ci vediamo davvero, siamo a contatto con noi stesse”, ha spiegato poi durante una diretta su Instagram con Silvia Grilli, direttrice di Grazia.

La maschera è quella che in parte ha un effetto salvifico, perché costringe a raccogliere le forze e ad andare avanti, nonostante tutto. Dall’altra rappresenta il limite, l’ostacolo nel mostrare i propri sentimenti, le proprie emozioni e fragilità. “Io penso a quello che voglio passare a Mia, no? Io sto sempre a dirle, ma anche a mostrarle, che tutte le scelte che ho compiuto le ho potute fare proprio perché erano scelte, ovvero avevo uno spazio di libertà in cui scegliere, e questo spazio sostanzialmente è la mia indipendenza”.

Quella libertà che consente – o dovrebbe consentire – a ogni donna di essere quello che è, senza temere il giudizio altrui. “C’è bisogno di aggregazione fra noi donne, lo dico tantissimo a mia figlia e alle sue amiche. Si devono unire. Una donna sotto una foto mi ha scritto: Non credo che essere libera per una donna significhi farsi fotografare così. E invece io dico perché no? Noi dobbiamo essere libere di fare tutto: di vestirci come ci pare, di coprirci, di svestirci, di essere ammiccanti o no. Dobbiamo essere come vogliamo”.

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