Merenda per bambini, idee per uno spuntino sano e leggero

Falsamente accusata di essere causa di obesità nei bambini, la merendina non dovrebbe mai mancare. Purché non sia troppo grassa e contenga carboidrati

Sino a qualche tempo fa si credeva che fare merenda a metà mattina e metà pomeriggio fosse alla base dell’obesità infantile. Niente di più sbagliato. Oggi tutti gli esperti concordano sul fatto che frazionare i pasti rispetto a concentrare l’introito calorico giornaliero in uno o due pasti unici, aiuti a restare in forma. Fare due spuntini al giorno è una ottima abitudine, anche i nutrizionisti lo consigliano e non solo ai bambini, ma a tutte le età, perché contribuisce a distribuire l’energia nel corso della giornata e quindi a prevenire i cali di attenzione e fa sì che non si arrivi troppo affamati ai pasti principali.

La conferma arriva dal prof. Claudio Maffeis, pediatra nutrizionista. «L’organismo – spiega – indipendentemente dal tipo di vita che conduce ha delle caratteristiche metaboliche proprie. Ad esempio ha bisogno di glucosio, nutriente che circola nel sangue e viene usato per il metabolismo cerebrale. Per avere un appetito controllato una persona deve dunque avere rifornimenti tempo dipendenti del glucosio». E precisa. «La merenda è allora utile perché consente di arrivare al pasto successivo con un appetito non troppo forte. La cena poi deve essere il pasto della giornata più leggero». I genitori devono poi ricordare ai ragazzi che per crescere bene è importante non solo nutrirsi in modo corretto, a partire da una prima colazione completa e bilanciata a base di latte, frutta e cereali pronti, ma anche fare un po’ di movimento, tutti i giorni, per allenare il corpo divertendosi tutti insieme. L’importante è che al bambino che fa sport non venga offerta una merenda più sostanziosa. Per il prof. Maffeis «questo è un errore».

Non tutti gli spuntini sono però uguali. In che cosa deve dunque consiste la merenda? «È un momento – spiega Maffeis – in cui reintegro soprattutto carboidrati. La merenda deve dunque contenere carboidrati, ma non avere troppo calorie. Il bambino deve essere abituato alla varietà, così correrà anche meno il rischio di avere carenze». Il problema nei bambini, come anche negli adulti, è quando si offre da mangiare.

Questi devono essere composti da alimenti sani, con un contenuto calorico controllato, ricco di carboidrati, vitamine e fibre e povero di grassi. Per le mamme fare la scelta giusta non è sempre facile e spesso si trovano disorientate: meglio una fetta di torta fatta in casa, un toast, un frutto o uno snack comprato al supermercato? A dare qualche suggerimento ci pensa lo stesso Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran), che sottolinea soprattutto come la merenda debba essere varia: una porzione di frutta fresca, o un frullato, o una merendina, o uno yogurt, o un piccolo panino dolce o salato, o 3-4 biscotti. Riguardo alle merendine confezionate Maffeis spiaga: «Oggi sono state riabilitate. Ma la prima cosa è leggere i valori nutrizionali che sono riportati sulle confezioni. Si tratta però di un’informazione aggiuntiva volontaria. Questo significa che non tutte le aziende le rendono pubbliche». Come fare allora a mangiare bene? «Prima di tutto bisogna fare una spesa intelligente (andare sempre al supermercato con la lista), l’accesso al cibo non deve mai essere negato al bambino, il mangiare deve essere relativizzato (non si vive solo per mangiare) e dobbiamo recuperare gli spazi del buon senso».

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