«Ho trovato l’amore a 35 anni. Ma sono ancora vergine»

La fibromalgia, la paura dei rapporti sessuali e un uomo (quello giusto) che rischia di perdere... la storia di Luisa

Salve, sono una ragazza di 35 anni che ha bisogno di alcune delucidazioni e di un adeguato supporto per venire a capo di una situazione difficile che sta vivendo. Sono fidanzata da 10 mesi. Ormai non credevo più di poter trovare l’anima gemella. Tutte le volte che mi si è presentata l’occasione di poter anche solo conoscere o frequentare qualcuno evitavo e non volevo per timore, disagio, paura… scappavo. Lui mi ha letta dentro fin dal primo momento, ha una sensibilità estrema e in punta di piedi è entrato nella mia vita, percepisce ogni minima cosa dal primo istante, sembra che abbia la sfera di cristallo. Indovina sempre e comunque cosa penso, come sto, cosa mi preoccupa, cosa non va. Mi sorprende ogni volta di più e lui mi dice che non devo sorprendermi perché in realtà siamo molto più simili di quanto io possa pensare. Ma la nostra stupenda storia sta vacillando. In realtà non c’è nulla che non va perché abbiamo le stesse idee, valori, ma il tasto dolente è la sfera intima che mette a dura prova entrambe e ogni volta l’epilogo dei nostri incontri è frustrazione e malessere reciproco. Come giustamente afferma lui io non conosco il mio corpo perché ho sempre sopito questa parte e  questo aspetto di me. Lui ha provato, riprovato, con delicatezza, tatto e amore a farmi vivere questa cosa come una cosa normale quale è, bella, dolce, coinvolgente…ma io sono rigida, tesa, preoccupata, ho paura di non essere all’altezza, paura di provare dolore, paura di deluderlo e di non meritare il suo amore perché non mi sento in grado di appagarlo e di essere la donna che vorrebbe. Anche perché lui ha 38 anni e di esperienze ne ha fatte diverse e questo mi fa sentire quasi inferiore a lui. Io non ho fissato dei limiti per avere rapporti sessuali tipo dopo il matrimonio. Non l’ho mai fatto semplicemente perché non ho mai trovato la persona giusta con la quale farlo e ovviamente più vai avanti più cresci e più quel qualcosa che non conosci ti fa paura. E non solo: ti fa sentire anche male, inadeguata…perché per i tempi che corrono arrivare a 35 anni vergine incontrare un ragazzo e affermare questa cosa ti fa cadere subito nel ridicolo, nella parte della goffa e della bigotta di turno. Lui no, non ha reagito così e mi è stato amorevolmente vicino, ma dopo 10 mesi di attesa, di tentativi, di pazienza sta crollando tutto… e io non posso dargli torto. L’anomala di turno sono io e rischio di perdere l’amore della mia vita. In tutto questo da circa 3 mesi viviamo a km di distanza perché io sono stata convocata fuori per lavoro e paradossalmente anche se combattiamo con la distanza stringiamo i denti e andiamo avanti, ma persiste la nota dolente che si ripropone sempre più critica a ogni nostro ritrovo. Volevo però precisare che da quando ero poco più che adolescente ho iniziato ad avere dolori diffusi inspiegabili e solo nel 2007 si è venuti a capo e si è fatta diagnosi: ho la fibromialgia. I dolori sono sempre con me… Cosa posso fare? Lui è stanco demotivato. Io sto malissimo perché mi sento l’artefice e la colpevole della fine. C’è una soluzione? O devo solo rassegnarmi e perderlo? La ringrazio.
Luisa

Gentile Luisa,

la frustrazione ed il malessere psicologico che sta vivendo si evince chiaramente dalle sue parole ed è comprensibile: ha trovato l’uomo della sua vita, tutto sembra perfetto ma la problematica sessuale potrebbe mettere in discussione la relazione stessa. Gli elementi che mi ha segnalato nella sua richiesta di aiuto sono tutti potenzialmente causa e mantenimento del problema stesso: un sistema disfunzionale di possibili cause (fisiche e psicologiche) che devono essere trattate nel suo complesso.

Paura di non essere all’altezza, paura di perdere il partner, paura di deludere il partner paura di risultare goffa, paura di non provare desiderio: è evidente che tutte queste paure non favoriscono il clima ideale all’interno del quale esprimere in maniera adeguata la sessualità, la quale necessita di un contesto rilassante, sicuro, calmo, senza pensieri negativi. Inoltre la distanza tra voi implica una sorta di “obbligo” a fare l’amore quando ci si vede che alimenta ancora di più il suo disagio psicologico, senza contare la fibromialgia che già di per sé le procura dolore fisico e, di conseguenza, la limita anche a livello psicologico (temendo di provare dolore durante l’attività sessuale).

Evidentemente in questa sede non è possibile approfondire tutti gli aspetti sopracitati che danno luogo al suo disagio psicologico ma, per esperienza professionale, sono portato a pensare che laddove vi siano volontà e motivazione, vi sia la possibilità di risoluzione del sintomo.

Detto ciò vorrei rassicurarla rispetto al superamento dei suoi disagi della sfera sessuale in quanto, in ambito psicologico, esistono diverse soluzioni terapeutiche che, integrate tra loro, potrebbero aiutarla nel risolvere il suo problema (training autogeno, rilassamento basato su tecniche ericksoniane, emdr). Le suggerisco perciò di rivolgersi ad un esperto psicologo-sessuologo che potrà aiutarla ad indagare meglio le ragioni specifiche delle sue difficoltà e indirizzarla verso le soluzioni per lei più adeguate.

«Ho trovato l’amore a 35 anni. Ma sono ancora vergine»