Testosterone, accende la passione e allunga la vita

L'ormone sessuale maschile per eccellenza è importante anche per la salute delle ossa, del cuore e della mente

Quando si pensa al testosterone, il pensiero corre subito alla potenza sessuale maschile.

Questo ormone ha anche molte altre funzioni, alcune delle quali decisive per la salute. Il testosterone contribuisce infatti a rinforzare il tessuto osseo, ma pure a prevenire il diabete e a ridurre il rischio di infarto e ictus.

Purtroppo il quadro in merito al suo calo non è affatto positivo. Come sottolineato dagli esperti della Società Italiana di Andrologia (SIA) nel corso del loro annuale congresso nazionale tenutosi a Bari a fine maggio 2019, sono sempre più i 40enni che hanno problemi di carenza di testosterone.

Come appena ricordato, le conseguenze in questi casi non riguardano solo il calo del desiderio e le ovvie ripercussioni sulla vita di coppia, ma anche l’aumentato rischio di patologie cardiovascolari e di malattie come l’osteoporosi e il diabete.

Gli esperti consigliano di sottoporsi a una visita con uno specialista non appena si notano specifici sintomi, come per esempio la stanchezza accentuata e un rallentamento anomalo nella crescita della barba.

Il Professor Alessandro Palmieri, Presidente della Società Italiana di Andrologia e accademico presso l’Università Federico II di Napoli, ricorda l’importanza assoluta di rivolgersi a uno specialista e di rifuggire le soluzioni fai da te. Solo un andrologo esperto è infatti in grado di capire se sussiste o meno la necessità di ricorrere a una terapia sostitutiva per ripristinare gli adeguati livelli di testosterone.

Fondamentale è sottolineare che, con il passare degli anni, il suo calo è comunque fisiologico. A partire dai 40 si ha a che fare con una diminuzione dei livelli di questo ormone pari a circa l’1% l’anno. Dopo i 60, si notano invece sintomi evidenti.

Secondo i dati SIA, nel nostro Paese gli over 60 con deficit di testosterone sono circa 650.000. Questi soggetti, oltre a soffrire di evidenti disfunzioni sessuali, hanno anche problemi di obesità, diabete, osteoporosi e, nelle situazioni più gravi, di declino cognitivo.

Il calo del testosterone deve quindi preoccupare non solo per le prestazioni sotto le lenzuola, ma anche per quanto riguarda l’insorgenza di patologie di oggettiva gravità. Tra tutte è bene prestare particolare attenzione a quelle cardiovascolari che, come sottolineato durante i giorni del Congresso Nazionale SIA, vedono aumentare il rischio di circa 2,5 volte nel corso del tempo nei soggetti con deficit di testosterone.

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