Sesso, non parlarne ai figli crea confusione

Secondo lo Studio Nazionale Fertilità, solo il 10% degli adolescenti italiani parla di sesso tra le mura domestiche

Chi ha figli lo sa bene: ci sono argomenti dei quali è molto difficile discutere. In questo elenco rientra senza dubbio la sessualità.

Se si guarda al caso specifico dell’Italia, la situazione relativa alle conoscenze su questa tematica è tutto tranne che positiva, soprattutto tra i più giovani. A fotografare il quadro ci ha pensato lo Studio Nazionale Fertilità, promosso dal Ministero della Salute e affidato all’Istituto Superiore di Sanità.

Terminato nell’ottobre dell’anno scorso, pone in evidenza dei risultati che fanno riflettere: la maggior parte degli adolescenti pensa di avere una conoscenza del sesso maggiore di quella che effettivamente possiede e si informa in merito a questo importantissimo argomento utilizzando rivistesocial network. I contenuti che arrivano da familiari e professionisti del mondo della scuola sono oggettivamente in secondo piano.

Per dare qualche numero preciso si ricorda che solo il 10% degli adolescenti intervistati ha ammesso di parlare tra le mura domestiche di argomenti come la contraccezione e le malattie sessualmente trasmissibili. Degno di nota è indubbiamente il fatto che il 94% dei ragazzi intervistati ritenga che spetti alle istituzioni scolastiche il compito di informare sui temi inerenti la sessualità, la contraccezione e la riproduzione.

Sicuramente, in mancanza di una sufficiente apertura in famiglia, parlarne a scuola è utile. A tal proposito, va sottolineato che lo Studio Nazionale Fertilità ha riscontrato un divario preoccupante tra Nord e Sud. Nel primo caso, le discussioni sulla sessualità nelle aule scolastiche sono frequenti. Al Sud è invece decisamente più bassa la partecipazione a occasioni di incontro in cui se ne parla (33% contro il 78% delle regioni settentrionali).

Non c’è che dire: si tratta di numeri non certo positivi. Tra questi, ribadiamo, spiccano quelli legati alla poca propensione a parlare in famiglia di tematiche legate alla sfera sessuale. Come già detto, la maggior parte dei 16.073 studenti intervistati – giovani di età compresa tra i 16 e i 17 anni – ha affermato di non avere questa abitudine.

Se si associa questo dato con la percentuale bassissima dei giovani sessualmente attivi che ricorre a metodi contraccettivi – il 10, numero palesemente inferiore rispetto a quelli del resto d’Europa – si ha una visione ancora più chiara e sicuramente meritevole di interrogativi da parte di chi deve educare i più giovani a un approccio sereno e consapevole al sesso.

Sesso, non parlarne ai figli crea confusione