Problemi di erezione e ansia da prestazione

Preliminari soddisfacenti ma quando si arriva al dunque lui non riesce a mantenere un'erezione. Un problema che va avanti da mesi

Buonasera Dott. Carubia,
ho 45 anni, da 3 mesi frequento un uomo di 43 anni. Pur desiderandomi tanto e con degli ottimi preliminari non riesce a mantenere l’erezione per molto tempo e quella raggiunta non è mai soddisfacente. Premetto che per più di un anno e mezzo non ha avuto nessun tipo di rapporto sessuale e ha solo usato la masturbazione. Il fatto strano è che quando si ritrova da solo dice che l’erezione è al 100%, invece durante il rapporto (concluso solo una volta in maniera sufficiente) non arriva nemmeno al 50%. Io ovviamente non gli faccio pesare nulla, ma la situazione sta lentamente diventando pesante, in quanto lui tutte le volte entra in panico e si blocca pensando che non riuscirà mai a farcela. Avrei bisogno di avere un suo parere in merito così da poterlo tranquillizzare. Attendo un suo riscontro in merito, Sandra

Gentile Sandra,
prima di tutto mi sento di rassicurarla in merito al disagio del suo partner che, rispetto alle informazioni che ho a disposizione, è ipotizzabile sia di natura psicogena: quando infatti pratica l’autoerotismo l’erezione è adeguata mentre tende a perderla solamente nei rapporti sessuali. Probabilmente la perdita dell’erezione è imputabile ad un’ansia da prestazione (mi descrive la condizione psicologica del suo partner con termini quali “panico” e “si blocca”) che influisce negativamente sulla vostra sessualità.

Proprio perché il partner la desidera molto e ciò crea psicologicamente degli obblighi psicologici da dover  soddisfare (devo farla felice, devo soddisfarla, devo avere una grande performance, ecc.) che paradossalmente si innesca il classico meccanismo dell’ansia. Quest’ultima provoca alcune risposte fisiologiche incompatibili con la sessualità e il risultato è la perdita dell’erezione.

Il fatto che per diverso tempo abbia utilizzato esclusivamente l’autoerotismo è un elemento che non può considerarsi la causa del meccanismo sopracitato ma solamente un’ulteriore fonte di ansia dal momento in cui si è ritrovato di nuovo davanti la possibilità di fare l’amore.

E’ importante che in questo delicato momento lei continui a essere comprensiva e rassicurante, poiché potrebbe essere solamente una questione di tempo. Se così non fosse potreste prendere in considerazione un percorso terapeutico con un sessuologo grazie al quale poter creare le condizioni più idonee per una sessualità di coppia sana e adeguata.

Fonte: DiLei

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