Pillola anticoncezionale: benefici ed effetti collaterali under 40

La pillola anticoncezionale si può prendere anche a 40 anni. Ecco quali sono i benefici di questo contraccettivo e gli effetti collaterali

Fino a che età è possibile prendere la pillola anticoncezionale? In passato i ginecologi imponevano tassativamente alle donne di interrompere l’assunzione a 40 anni.

Oggi la situazione è molto diversa e, anche superati gli anta, si può utilizzare questo contraccettivo. Era il 1971 quando la pillola arrivò in Italia, 11 anni dopo il suo debutto negli Stati Uniti. Da allora molte cose sono cambiate e questo farmaco si è evoluto, con cambiamenti nella sua formulazione che hanno reso più leggeri gli effetti collaterali, migliorando i benefici apportati all’organismo.

Attualmente le ragazze giovani under 30 utilizzano le pillole monofasiche. In questo caso il medicinale è contenuto in un blister e viene assunto una volta al giorno. Al suo interno si trovano estrogeno e progestinico in bassi livelli (15 microgrammi), ciò rende possibile il consumo anche per periodi di 5 anni senza interruzione, salvo poi una sospensione di 3 cicli per risvegliare le ovaie. Per le donne di 40 anni invece è stata studiata una pillola diversa, creata solo con progestinico, da assumere ogni giorno sino al termine della fertilità.

Quali sono i benefici della pillola anticoncezionale per le donne under 40? Questo farmaco permette non solo di prevenire gravidanze indesiderate, ma aiuta anche a sconfiggere problemi gravi come l’endometriosi, che spesso causa dolori terribili e invalidanti. Si tratta anche di un ottimo rimedio per risolvere l’irregolarità mestruale che può comparire verso i 40 anni per via della produzione ridotta di progesterone da parte dell’organismo, che in questa fase della vita si prepara alla premenopausa.

E le controindicazioni? I problemi, sottolineano i medici, sono legati soprattutto allo stato di salute della donna che assume la pillola. Chi sceglie questo anticoncezionale deve dire addio al fumo, ma soprattutto essere normopeso, non avere problemi cardiaci e malattie legate al fegato o all’apparato cardiocircolatorio. Se si è in salute è possibile continuare ad assumere il medicinale anche fino al termine della vita fertile, seguendo sempre le indicazioni del proprio ginecologo.

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