Non solo piacere: sex toys sotto accusa

Vibratori e "palline cinesi" sono sempre più acquistati, soprattutto dalle donne: ma i materiali con cui sono realizzati nei Paesi asiatici possono causare seri problemi alla salute

Fino a qualche anno fa erano un vero e proprio tabù, venduti soltanto in qualche oscuro sexy shop frequentato da amanti del “famolo strano”: ora i sex toys sono stati sdoganati come “accessorio” utile ad accrescere piacere e seduzione. Complici le “50 sfumature” e la generalizzata sessualizzazione della comunicazione su web e social, i “giocattoli dell’amore” sono sempre più acquistati e apprezzati da coppie, uomini e donne.

Lo rivela un’inchiesta di Milena Gabanelli apparsa sul Corriere della Sera online, che da una parte documenta la crescita del mercato del sex toys e, dall’altra, mette in guardia su un aspetto allarmante: i materiali con cui sono realizzati – nello specifico in Asia – possono essere molto pericolosi per la salute degli utilizzatori.

I giochi erotici – come rileva l’indagine di mercato di Mysecretcase riportata dal Corsera – hanno avuto in questi anni un vero e proprio boom. In Italia il fatturato del settore è cresciuto del 6% in un anno, in Europa di oltre il 20%. E non si tratta di cifre irrisorie, tutt’altro: nel 2017 questo mercato ha generato un giro d’affari globale di 18,6 miliardi di euro.

Ma chi sono, in prevalenza, gli acquirenti dei sex toys? Soprattutto donne tra i 20 e i 45 anni: questo target rappresenta il 40% del mercato (25% sono uomini, 35% coppie). All’interno di questa utenza femminile così consistente è la fetta delle giovani a farla da padrona: le donne tra i 20 e i 30 anni hanno infatti registrato un incremento degli acquisti del 300% rispetto al 2016.

Al di là di ogni giudizio “morale” sull’utilizzo di giocattoli erotici, l’indagine sottolinea quanto possano essere nocivi per la salute la maggior parte dei sex toys prodotti sul mercato asiatico e importati.

Contrariamente ai giocattoli per bambini, sui sex toys è difficile trovare indicazioni precise sui materiali utilizzati. “Il pericolo reale c’è – osserva il Corriere – quando si tratta di prodotti importati dai paesi asiatici, che tra l’altro occupano la fetta maggiore del mercato”. Vibratori, “palline della gheisha” e altri attrezzi simili possono dunque contenere – senza che siano menzionati – ftalati e cloruri di vinile: sostanze particolarmente tossiche se vengono a contatto con le mucose.

I rischi sono molto alti, soprattutto per le donne in età fertile (le maggiori utilizzatrici di questo tipo di prodotti): infertilità e problemi seri per la salute del nascituro. La soluzione? Acquistare toys – preferibilmente in silicone – prodotti in Europa.

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