I nati dopo il 1990 fanno poco sesso: lo dice la scienza

Il sesso e quelli nati negli anni '90 sembrano non andare d'accordo, tanto che stando ad alcuni scientifici la situazione è molto difficile. Ecco di cosa si tratta

I nati negli anni 1990, altresì definiti come la Generazione Y, fanno poco sesso. Lo rivela uno studio scientifico che ha preso in esame diversi casi. Quelli che sono nati a ridosso degli anni 2000 sono quasi portati a ignorare le pratiche sessuali, alle quali partecipano molto di meno rispetto ai loro genitori e nonni, ragazzi appartenenti alla famosa Generazione X. Cresciuti con i telefonini ancora in via di sviluppo e i PC che non erano proprio al massimo della tecnologia, i nati negli anni ’90 sembrano aver ereditato le caratteristiche delle prime generazioni del XX secolo. Nella materia sessuale la Generazione Y sembra essere uguale a quella nata e cresciuta negli anni 20′, dopo la Prima guerra mondiale e prima della del Secondo conflitto.

La ricerca scientifica che ne parla è stata pubblicata su un importante giornale di educazione sessuale, il Archives of Sexual Behavior. Lo studio, condotto negli Stati Uniti d’America , ha visto coinvolti circa 27.000 adulti statunitensi. La fascia d’età dei partecipanti era compresa tra i 18 e i 96 anni, mentre la ricerca stessa è stata condotta dal professore dell’Università di Florida, Ryne Sherman, da Jean Twenge, proveniente dall’Università di San Diego e da Brooke Wells, un docente della Widener University of United States. Ai partecipanti sono state poste delle domande generali sulla loro vita sessuale e dal sondaggio è emerso che i nati dopo il 1990 fanno molto meno attività sessuale rispetto ai loro genitori alla medesima età.

Il 15% dei partecipanti di sesso maschile in una fascia di età compresa tra i 20 e 24 anni non ha ancora avuto la sua “prima volta”. Per quanto riguarda i nati negli anni ’60/’70 tale percentuale era pari soltanto al 6%. Altresì, circa il 13% dei maschi, pur avendo avuto il primo rapporto sessuale tra i 15 e i 18 anni, non è riuscito ad avere una seconda volta dai 20 anni e fino ai 24. Riferendosi al caso della Generazione X nata e cresciuta a cavallo degli anni ’60 e ’70, questa percentuale era poco inferiore al 5%. Le statistiche diventano ancora più acerbe se si prende in considerazione il fatto che a volere sempre meno sesso sono le ragazze, invece dei ragazzi. Sembra nascere un’etica di “contenimento”, grazie alla quale le ragazze aspettano molto prima di avere il loro primo rapporto sessuale.

Le statistiche, inoltre, hanno mostrato che le rappresentanti del gentil sesso non tendono più a consegnarsi nelle mani del primo ragazzo carino di passaggio. I dati mostrano un’evidenza che, per certi versi, è difficile da comprendere e accettare. Le statistiche degli appartenenti alla Generazione Y (Millenials) sono molti simili a quelle delle persone nate all’inizio del secolo precedente, quando il sesso era poco più di un argomento tabù. E scendendo di età, avvicinandosi all’adolescenza, le statistiche non sembrano che peggiorare. I teenager americani sono un po’ come le persone nate negli anni 1990. Stando a quanto riporta il Centro americano per la prevenzione e il controllo delle malattie (Center for Disease Control), nel 1991 oltre il 50% degli studenti liceali ha già avuto il suo primo rapporto. Nel 2015, invece, questa percentuale è scesa al circa 40% e si trova ancora in rapida diminuzione.

Il comportamento sessuale, che a prima vista sembra essere inspiegabile per via della vita iperattiva che praticano i ragazzi nati negli anni ’90, diventa invece chiaro analizzando le ultime tendenze. Gli utilizzatori dei social network sono in rapido aumento e la vita virtuale sembra lentamente prevalere su quella reale. I cresciuti nell’era digitale si sono presto abituati a stare sul web tutto il giorno, a preferire il chatting alle chiamate, a vedere film invece di uscire e a giocare ai videogame piuttosto che dedicarsi alle partite di calcio o pallavola. Nonostante, insomma, i nati negli anni ’90 abbiano tutte le carte in regola per fare sesso più spesso e anche dei dispositivi d’aiuto (come le applicazioni dedicate agli incontri), l’attività sessuale frequente viene a mancare.

Una generazione da cui tutti si aspettano una vita sessuale molto libera e vissuta all’insegna della scoperta e della Libertà, sembra invece preferire tutt’altro tipo di occupazione. La spiegazione di questo fenomeno proviene da varie menti illustre della psicologia e della sociologia. Alcuni asseriscono che il problema è dovuto principalmente al sovracarico d’informazioni, di stress, di studio e di lavoro, tutte cose in grado di togliere ai ragazzi la voglia d’incontrarsi con altri. Altri scienziati, invece, sembrano preferire delle spiegazioni diverse, motivando il tutto con la pericolosità del mondo in cui viviamo e con la presenza di virus trasmissibili sessualmente come l’HIV.

La diminuzione dei rapporti sessuali potrebbe avere anche delle cause differenti. Tutt’ora nelle scuole del Regno Unito e degli Stati Uniti d’America vengono effettuate delle lezioni di educazione sessuale. L’aumento di consapevolezza delle proprie azioni e delle possibili conseguenze di un rapporto potrebbe spingere i ragazzi a non correre rischi inutili e dedicarsi piuttosto a qualcosa che essi ritengono delle attività utili, come giocare ai videogame, a scacchi, oppure semplicemente studiando per prepararsi agli esami o alle interrogazioni. Da un certo punto di vista tutto questo è molto positivo, fintanto che la diminuzione dell’attività sessuale tra i giovani nati negli 1990 si riflette in maniera positiva sull’espansione di malattie sessualmente trasmissibili, la cui frequenza si riduce negli Stati industrializzati, ma è ancora in aumento negli Stati dell’Africa e dell’Europa orientale.

I nati dopo il 1990 fanno poco sesso: lo dice la scienza