Fenomeno casual lover: sempre più diffuso il sesso mordi e fuggi, anche con sconosciuti

Ci sono i tradizionalisti che lo fanno solo il fine settimana e gli sperimentatori, amanti di locali borderline e di ogni genere di novità in fatto di sex toys. Ci sono quelli che la migliore alcova è l’ufficio e si infatuano regolarmente del collega appena arrivato e il folto popolo degli astinenti, siano essi single o sposati, che fanno più o meno tranquillamente a meno del sesso. E poi ci sono i casual lover, i libertini del ventunesimo secolo, che, complice Internet, sono alla ricerca costante di nuovi partner (i cosiddetti “friends with benefits”) con cui divertirsi, rigorosamente senza compromessi.

La mappa delle nuove abitudini sessuali degli italiani emerge da una ricerca commissionata a livello europeo su 5.670 individui fra i 25 e i 60 anni dal portale C-Date specializzato in incontri casuali online. Dalla ricerca emerge che gli italiani che fanno sesso ogni giorno, o quasi, sono il 23%, quasi uno su quattro. La maggioranza confessa una frequenza settimanale, normalmente durante il week-end (52%), poi c’è un 14% che pratica a livello mensile e, infine, un 2% che fa sesso una volta ogni sei mesi. Da segnalare un significativo 9% che confessa di “praticare” ancor più raramente, o addirittura quasi mai.

Da questi risulatati è interessante osservare come è cambiata la mappa dei vizi e delle abitudini sessuali degli italiani, per cui si possono individuare 5 categorie di italiani. La popolazione più numerosa (che col 52% supera la maggioranza assoluta) è quella dei Week-end Lovers, coloro che fanno l’amore più o meno una volta alla settimana e, di solito, durante il week-end (generalmente mono-partner, fidanzati, o sposati). Week-end Lover si nasce, non si diventa: si inizia a 20 anni con il dopo-discoteca e si finisce a 50 sul divano di casa, dopo aver visto un film il sabato sera. Per poi trasformarsi in astinenti.

Interessante, e sempre attuale, il popolo dei Working Lovers, composto sia da uomini che da donne, tendenzialmente soggetti che vivono molto del loro tempo sul luogo di lavoro. Il 29% degli intervistati confessa di aver almeno una volta trasformato la scrivania in un’alcova bollente. E di questi, il 4% confessa di aver avuto una tresca con il proprio capo. Si infatuano regolarmente per qualsiasi new entry, subiscono il fascino carismatico del capufficio, ci cascano con clienti o fornitori. Si tratta di lavoratori di ogni specie: avvocati, commercialisti, pubblicitari, e commercianti.  

Forse poco conosciuto, il popolo dei cosiddetti Breaking Lovers è più numeroso del previsto. Sono coloro che confessano apertamente la loro passione per l’apertura della coppia a terzi o quarti soggetti, si dedicano regolarmente a pratiche bondage e fetish, collezionano svariate tipologie di sex toys. Sono il 12% degli intervistati, ma si può immaginare che siano molti di più ma non abbiano il coraggio di confessarlo.

Tendenza relativamente più nuova è quella dei cosiddetti Casual Lovers, una tribù che grazie a Internet sta trovando tante diverse modalità in più per incontrarsi e crescere. I nuovi libertini, coloro che confessano di usare appunto il web per cercare nuove avventure, rigorosamente senza compromessi, strascichi, conseguenze e ripercussioni, sono il 7%. Insomma, sono tutti coloro che cercano l’avventura, ma che non vogliono la “storia”: single, per vocazione o di ritorno, ma anche sposati o super fidanzati che non hanno intenzione di mettere a rischio la relazione principale con amanti ufficiali. A loro è stata dedicata la settimana "anti San Valentino", ovvero la Casual Love Week: 7 giorni (dal 17 al 26 febbraio) dedicati agli amanti mordi e fuggi con alberghi convenzionati, sexy kit e consigli online.

Molti di più (almeno il 45%) quelli che dicono di avere sperimentato almeno una volta negli ultimi due anni il cosiddetto sex friend (in italiano il “trombamico”), anche se in questo caso, strascichi possono essercene, eccome. Infine il popolo degli astinenti o quasi. I cosiddetti No Lovers, indifferentemente single o sposati che ammonterebbero al 9% della popolazione adulta (ma potrebbero essere anche di più). Le ragioni possono essere le più svariate: disinteresse verso la materia, problemi di salute, rassegnazione. O forse paura per le possibili complicazioni e le conseguenze dell’amore.
 

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