Emicrania, con lo yoga migliorano i risultati dei farmaci

A dimostrarlo ci ha pensato uno studio i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Neurology

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Pensate quello che vi pare. Ma anche la scienza dice che la sequenza di esercizi lenti e ritmici che partono dalla meditazione per arrivare fino al rilassamento e al controllo del respiro attraverso le tecniche yoga può davvero aiutare chi soffre di emicrania, almeno in forma episodica. A dirlo è una ricerca condotta in India, pubblicata sull’importante rivista scientifica Neurology.

Yoga più farmaci, effetto superiore

L’emicrania episodica compare quasi occasionalmente, senza che la persona possa attendersi una crisi. Questa forma di cefalea, che va sempre diagnosticata dallo specialista, viene trattata con farmaci impiegati in profilassi e, se necessario, con medicinali che si prendono in caso di crisi particolarmente intense.

Ebbene, se alle medicine normalmente prescritte dai medici si aggiunge la pratica dello yoga, gli attacchi di furioso mal di testa che si presentano in un mese possono calare mediamente del 48% (contro il 12% assicurato dai soli farmaci).

Guardando sempre allo studio sopra citato, ricordiamo che è anche calato il ricorso a medicinali necessari per “tamponare” gli esiti delle crisi emicraniche: in chi faceva yoga la necessità di queste terapie “al bisogno” è scesa del 47%, rispetto ad un calo del 12% in chi ha utilizzato solamente i farmaci preventivi. Lo yoga, insomma, può davvero essere d’aiuto.

Lo studio, chiamato Contain, è stato coordinato da Rohit Bhatia, dell’All India Institute di Scienze Mediche di Nuova Dehli. La ricerca ha preso in esame oltre cento persone tra i 18 e i 50 anni, suddivise appunto in due gruppi: in uno, oltre ai farmaci prescritti a tutti i pazienti, sono stati proposti interventi Yoga per tre mesi, attraverso moduli di un’ora ciascuno da ripetere prima a casa e poi all’ospedale.

Ovviamente l’esercizio dello yoga seguiva un percorso ben definito, con particolare attenzione alla pratica di controllo del respiro che mira a regolare la circolazione dell’energia secondo l’arte orientale, ovvero il Pranayama. Importante è ricordare che a tutti i soggetti con emicrania inseriti nello studio sono stati offerti gli stessi consigli in termini di stili di vita, sia per quanto riguarda il sonno, sia in merito all’attività fisica, al rilassamento e all’alimentazione.

Emicrania, prevenzione fin da giovani

L’emicrania colpisce soprattutto il sesso femminile. E purtroppo può manifestarsi già in età adolescenziale, con caratteristiche specifiche. Basti pensare ad esempio alle differenze esistenti nella durata dell’attacco emicranico: mentre nell’adulto le crisi possono durare dalle 4 alle 72 ore, negli adolescenti possono risultare anche più brevi, con gli attacchi che vengono considerati tali già a partire dalle 2 ore.

Per quanto riguarda la frequenza nella popolazione dell’emicrania, le cifre non si discostano molto tra adolescenti ed adulti. Siamo intorno al 12% della popolazione, con una maggior incidenza nelle ragazze. Ovviamente queste percentuali comprendono sia chi ha attacchi occasionali – quindi anche due sole crisi l’anno – sia chi, invece, supera la quota di quattro attacchi al mese.

Sono questi giovani a soffrire degli effetti più gravi ed invalidanti della patologia. Visto l’inizio in età giovanile, in ogni caso, gli esperti puntano l’attenzione sulle abitudini di vita errate. Andare a dormire molto tardi, vivere ansie particolarmente significative per l’andamento scolastico, abusare di alcolici e sostanze sono fattori che possono far nascere la crisi di cefalea (e in particolare di emicrania) e soprattutto favorire la cronicizzazione della situazione.

Per questo, occorre pensare ad un approccio multidisciplinare che coinvolga il medico e lo psicologo sfruttando le diverse opportunità per modificare lo stile di vita del paziente e contrastare, anche attraverso terapie non farmacologiche come l’approccio psico-comportamentale, i quadri di ansia, depressione e gli eventuali attacchi di panico.

Occorre poi impiegare al meglio i farmaci, evitando il fai da te che può favorire la cronicizzazione della cefalea. In questo senso oggi esistono farmaci da impiegare in profilassi, per ridurre il rischio che compaiano le crisi, oppure medicinali da assumere immediatamente in caso di attacco.

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