Vitiligine: cos’è, come riconoscerla e patologie connesse

Cento milioni di persone ne mondo soffrono di vitiligine. Ecco cosa c'è da sapere su questa patologia

Il 25 giugno è la Giornata Mondiale della Vitiligine, un’occasione per parlare e approfondire questa patologia della pelle. Nel mondo, si calcola, che siano circa centomilioni le persone che soffrono di vitiligine, un numero che tende a crescere.

La vitiligine è una malattia autoimmune che colpisce le cellule della pelle e si concretizza in chiazze biancastre laddove queste non producono melanina. Le macchie possono essere di diversa estensione e possono comparire in varie parti del corpo.

È una malattia di facile individuazione, la diagnosi viene effettuata a livello clinico.

Sebbene da qualche anno se ne parli di più e ci sia una più diffusa conoscenza del disturbo, la vitiligine rimane, per chi ne soffre, un elemento spesso condizionante per la vita sociale e la quotidianità. E se questo vale sempre per chi ha macchie biancastre in punti sempre scoperti, come il viso, vale ancor di più nella stagione estiva, quando, è il momento di scoprire di più il resto del corpo. Non tutti coloro che sono colpiti da vitiligine hanno il coraggio, per esempio, della top model Winnie Harlow che ha deciso di reagire alla patologia rendendo le macchie bianche sul suo volto un segno distintivo della sua unicità.

Per tutti gli altri, affetti da vitiligine, si pone una domanda: come convivere serenamente con la patologia?

Essendo una malattia autoimmune, spesso, la vitiligine è correlata ad altri disturbi. Per chi ne è affetto è dunque opportuno verificare che non esistano altre patologie autoimmuni in aggiunta come ad esempio la tiroidite autoimmune oppure disturbi gastrici e digestivi. Inoltre, è bene  seguire l’evoluzione della patologia, facendo periodicamente le analisi del sangue.

Tra i fattori esterni che influiscono sulla vitiligine c’è anche lo stress che andrebbe tenuto più possibile sotto controllo. Esistono diversi casi di vitiligine insorta in seguito a eventi luttuosi e traumatici.

In più, essendo la vitiligine un tipo di patologia che spesso arriva a condizionare psicologicamente chi ne soffre fino a incidere sulla normale vita sociale, come sottolinea l’Ansv (Associazione Nazionale per la Tutela del Malato di Vitiligine), in determinati casi, può essere utile un sostegno psicoterapeutico.

Per quanto riguarda la ricerca e le cure relative alla vitiligine va innanzitutto detto che questa non è una condizione immutabile. Non essendo una malattia cronica, esistono terapie in grado di migliorare la situazione e modificare l’estensione delle macchie: si va dagli steroidi per le forme meno estese alla fototerapia che viene effettuata più volte a settimana e punta a stimolare la produzione di melanina e a “scurire” le macchie biancastre.

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