Vitamina D può essere tossica se assunta in quantità eccessive

Una ricerca inglese ha dimostrato che una dose eccessiva provoca elevati tassi di calcio nell'organismo con conseguenti malesseri, dalla nausea alle palpitazioni

La vitamina D è importante per la salute del corpo, soprattutto perché aiuta ad assorbire il calcio e il fosfato, fondamentali per il benessere dei muscoli e delle ossa, e permette di rafforzare il sistema immunitario. D’altro canto, se la si consuma in quantità eccessive, si deposita nell’organismo diventando tossica.

Un laboratorio di Birmingham ha analizzato 14mila provette di sangue, notando che il 3,1% di queste presentava un livello di vitamina D potenzialmente tossico. Nella maggior parte dei casi questo è dovuto all’assunzione di integratori di vitamina D a dosi superiori a 100 mcg. La ricerca dimostra dunque che è molto pericoloso prendere tali sostanze senza una prescrizione medica.

La sanità pubblica inglese ha stabilito che la dose corretta di vitamina D corrisponde a 10 mcg al giorno, in particolare in autunno e inverno, per prevenire malattie come il rachitismo e l’osteomalacia. Si può arrivare fino a 50 mcg per la D3 nelle persone anziane.

Assumerne una quantità eccessiva provocherebbe un aumento dei livelli di calcio che avrebbe come conseguenza malesseri quali mal di testa, nausea, perdita di appetito, vomito, diarrea, stipsi, palpitazione e affaticamento.

Al contrario, carenza di vitamina D si registra soprattutto in autunno e inverno, quando non si può contare su una prolungata esposizione ai raggi solari. Soggetti a rischio sono donne incinta o che allattano, teenager, i bambini di età inferiore ai 5 anni e gli over 65. Per riportare la sostanza a livelli corretti, occorre introdurre nell’alimentazione cibi che ne sono ricchi, come le uova, le carni rosse e bianche, il fegato, i latticini, le verdure a foglia verde e in alcuni funghi.

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Vitamina D può essere tossica se assunta in quantità eccessive