Virus trasformisti dell’influenza: perché bisogna vaccinarsi ogni anno

Il virus dell'influenza va incontro a trasformazioni. Questi mutamenti possono essere solo marginali o sostanziali. Perciò ogni anno bisogna vaccinarsi

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Come mai bisogna vaccinarsi ogni anno nei confronti dell’influenza? Perché non accade come per il morbillo, quando il vaccino riesce a proteggere per un periodo prolungato ed occorre solo fare dei richiami?

La ragione di questa necessità va ricercata nelle caratteristiche intrinseche del virus dell’influenza, che va facilmente incontro a trasformazioni. Ovviamente questi mutamenti possono essere solo marginali oppure alterare profondamente il virus.

Variazioni minori

Nel primo caso si parla di “drift antigenico”, ovvero di variazioni minori di quelle “caratteristiche” che contraddistinguono il virus. Il termine indica una variazione minore ed è il risultato di minime mutazioni che si verificano naturalmente durante la replicazione virale in tutti i geni ed in particolare in quelli dell’emagglutinina e della neuraminidasi. Ovviamente il rischio di mutazioni è tanto maggiore quanto più elevato è il numero di individui ospiti in cui il virus si riproduce.

Per questo i virus dell’influenza umana, che in ogni inverno colpisce milioni di persone nel mondo, sono particolarmente portati ad andare incontro a queste modificazioni. Il fenomeno è legato alla necessità del virus di “aggiornarsi” sotto il profilo genetico per “sopravvivere”: quindi progressivamente un ceppo che ha circolato ed ha colpito moltissimi individui o comunque si è trovato la strada “sbarrata” da un vaccino tende a modificarsi, seppur di poco. La continua evoluzione dei virus umani A e B rende necessario l’aggiornamento annuale dei vaccini stagionali.

Il pericolo del cambio “sostanziale”

La situazione cambia quando invece si verifica lo “shift antigenico”, ovvero una variazione maggiore degli antigeni virali. Questo fenomeno si verifica in seguito al riassortimento del materiale genetico di due diversi virus, che infettano la stessa cellula. Da questa “combinazione” di patrimoni genetici virali può nascere un virus del tutto nuovo rispetto ai precedenti. Il riassortimento può avvenire fra due virus della stessa specie o di diversa specie. Il riassortimento genetico che si verifica in questo caso può dar luogo ad un virus potenzialmente in grado di colpire moltissime persone, proprio perché non esiste una sorta di “memoria” del sistema immunitario nei confronti del virus stesso.

Mutazione adattiva

Infine si può verificare la cosiddetta mutazione adattativa. Si tratta di un processo progressivo e più lento, che prevede che il virus si adatti nel tempo alle cellule umane infettando l’uomo. Questa mutazione si esprime in un primo tempo in un numero limitato di casi umani, con un aumento della capacità del virus di trasmettersi da uomo a uomo.

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