Tumore al seno: prevenzione, sintomi e terapie. Il parere dell’oncologo

Intervista alla ricercatrice AIRC, Serena Di Cosimo, che ci spiega cos'è un carcinoma mammario, la dieta e gli esami per prevenirlo, i segnali da non trascurare

Il tumore al seno tocca tutti noi da vicino: in Italia colpisce una donna su otto nell’arco della vita e rappresenta la neoplasia più frequente nel genere femminile, con circa 50.000 nuove diagnosi ogni anno (Dati AIOM e AIRTUM, I numeri del cancro in Italia 2017).

Grazie ai progressi della ricerca, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata fino all’87%, ma c’è ancora molto da fare per sconfiggere questo tumore. Per questo AIRC è sempre in prima nella lotta contro il cancro.

Ma tutti noi siamo coinvolti in questa battaglia. Per questo abbiamo intervistato la ricercatrice AIRC, Serena Di Cosimo, Medico Oncologo presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che ci spiega che cosa è un carcinoma mammario, come si può prevenire e i progressi delle terapie.

Il carcinoma della mammella non è un’unica malattia ma ne esistono tipi diversi, in cosa si differenziano?
La ricerca ha permesso di individuare 4 sottogruppi di carcinoma mammario: luminale A e B, HER2 positivo e triplo negativo. Ciascun sottogruppo ha specifiche caratteristiche cliniche, prognostiche e terapeutiche.

Quali trattamenti esistono oggi per la cura del carcinoma della mammella?
Le opzioni terapeutiche per il carcinoma mammario comprendono: la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia, l’ormonoterapia e la terapia biologica.

Qual è il carcinoma mammario più aggressivo?
È il carcinoma mammario triplo negativo e rappresenta il 15-20% di tutti i casi di carcinoma mammario. Questa forma non risponde alla terapia ormonale né alla terapia biologica e, a seconda dei casi, viene trattato con la chemioterapia, la chirurgia e la radioterapia. I ricercatori di tutto il mondo sono impegnati nella definizione di terapie mirate. Risultati incoraggianti vengono dagli studi con l’immunoterapia e con i farmaci che inducono il cosiddetto “suicidio cellulare”.

In cosa consiste il suo lavoro di ricercatrice AIRC?
Studio l’interazione tra il carcinoma mammario e il sistema immunitario con l’obiettivo di identificare dei bio-marcatori che possano distinguere i casi che richiedono trattamenti impegnativi (più farmaci) da quelli che non ne hanno bisogno.

Cosa possiamo fare noi donne per prevenire il tumore al seno?
La mammografia ogni due anni tra i 50 ed i 69 anni. Fuori da questa fascia di età, consultare il medico di riferimento per la definizione di una prevenzione personalizzata.

Quanto l’alimentazione incide sull’insorgenza del cancro e cosa bisogna evitare?
Lo stile di vita e le abitudini alimentari sono in generale la base della buona salute. Anche nella specificità del carcinoma della mammella, spazio ai cereali, vegetali e legumi e riduzione dei grassi animali per ridurre il rischio di obesità e sindrome metabolica, entrambi associati all’insorgenza di carcinoma mammario. Fondamentale l’attività fisica quotidiana, basterebbe una passeggiata di 30 minuti al giorno!

Quali sono i segnali che non vanno trascurati?
Alle lettrici dico “non aspettarlo, cercarlo”. L’obiettivo infatti è arrivare alla diagnosi prima che il carcinoma abbia dato segni di sé. I segnali di allarme includono l’aumento di consistenza del seno per la presenza di noduli, eventuali rientranze della cute, secrezioni sierose/ematiche e lesioni del capezzolo, fino all’ingrossamento dei linfonodi sotto l’ascella.

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