Tumore al seno avanzato: aumenta la sopravvivenza

Dati scientifici alla mano, alcune pazienti possono addirittura evitare la chemioterapia

Il tumore al seno avanzato, neoplasia che riguarda circa 37mila donne in Italia, viene oggi trattato con terapie che garantiscono un aumento della sopravvivenza.

Oggi come oggi si può parlare di un’ampia percentuale di pazienti ancora in vita a 4 anni dalla diagnosi. Si tratta di un quadro indubbiamente positivo, che permette di posticipare notevolmente o addirittura di evitare il ricorso alla chemioterapia.

La situazione appena descritta è stata approfondita durante il Congresso della Società Europea di Oncologia (ESMO). Tra le varie ricerche presentate spicca il cosiddetto studio Monaleesa 3, che ha coinvolto 761 donne con tumore al seno metastatico (età compresa tra i 55 e i 65 anni).

Le pazienti in questione, tutte con diagnosi di tumore al seno avanzato sensibile agli ormoni, sono state monitorate da équipe scientifiche attive presso diverse strutture accademiche (tra queste è possibile ricordare la University of California Los Angeles Medical Center).

Gli esperti hanno testato in particolare gli effetti della molecola Ribociclib in combinazione con la terapia ormonale, trattamento che si è dimostrato in grado di ridurre del 28% circa il rischio di morte. Ricordiamo inoltre che a un follow up di 4 anni è stata registrata la sopravvivenza di circa il 58% delle pazienti trattate.

La suddetta combinazione è stata testata anche nel corso di una ricerca presentata durante il congresso Asco. In questo specifico caso, la terapia è stata somministrata a donne con tumore al seno metastatico ma in pre-menopausa.

Degno di nota quando si parla della maggior sopravvivenza delle donne con tumore al seno avanzato è anche lo studio Monarch 2, i cui dettagli sono apparsi sulle pagine della rivista scientifica Jama OncologySecondo questo studio clinico randomizzato, che ha visto impegnati esperti di istituzioni accademiche, la Stanford University School of Medicine e la Graduate School of Medicine dell’Università di Tokyo, il trattamento è in grado di allungare di circa 9,4 anni la vita delle pazienti.

In questo caso, gli studiosi hanno preso in considerazione la situazione di quasi 700 donne di età compresa tra i 32 e i 91 anni. Gli esperti che hanno condotto la ricerca hanno sottolineato che il 30% del campione risulta vivo a 4 anni dalla diagnosi. In situazioni del genere si parla di cronicizzazione della neoplasia.

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