Tumore del polmone: i danni del fumo e l’impegno della ricerca

Il tumore del polmone è la terza causa di morte nelle donne e la prima negli uomini. Nove casi su dieci sono riconducibili al fumo di sigaretta, come ricorda AIRC

Nel nostro Paese il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per cancro nei maschi e la terza causa nelle donne. Nel 2019 in Italia si sono registrate oltre 42.500 nuove diagnosi, la sopravvivenza a 5 anni è pari al 16 per cento, condizionata negativamente dalla grande proporzione di pazienti diagnosticati in stadio avanzato. Nei dieci anni compresi tra il 2003 e il 2014 l’incidenza è risultata in calo negli uomini (-1,6 per cento) e in aumento tra le donne (+2,2 per cento) [fonte dati: AIOM, AIRTOM, fondazione AIOM e PASSI. I numeri del cancro in Italia 2019].

I Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti hanno identificato almeno 27 malattie correlate al fumo. Fra queste, diversi tipi di cancro. Le sostanze cancerogene contenute nel fumo favoriscono lo sviluppo di tumori al polmone, che in 9 casi su 10 possono essere ricondotti a questa abitudine, ma aumentano il rischio anche dei tumori del cavo orale e della gola, di quelli del pancreas, del colon, della vescica, del rene, dell’esofago, del seno, soprattutto tra le donne più giovani, e di alcune leucemie. È stato calcolato che mediamente ogni 15 sigarette fumate si verifica almeno una mutazione genetica.

In Italia, già fra i 13 e i 15 anni un ragazzo su cinque fuma quotidianamente sigarette tradizionali, mentre il 18% utilizza sigarette elettroniche. Il consumo inizia generalmente durante l’adolescenza, spesso anche prima: nel 2018 quasi 100mila ragazzi hanno provato a fumare prima dei 12 anni.

Solo nel 2020 Fondazione AIRC ha investito oltre 4 milioni di euro per sostenere 33 progetti di ricerca e borse di studio contro il tumore del polmone, considerato un “big killer”, per lo studio di nuovi strumenti di diagnosi precoce, l’individuazione delle caratteristiche molecolari dei vari tipi di tumori e la sperimentazione di terapie mirate.

In occasione della Giornata mondiale senza tabacco (31 maggio), Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro torna a mettere in guardia i giovani e tutti i cittadini sui rischi legati al consumo di tabacco e nicotina. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) quest’anno dedicherà una particolare attenzione alle giovani generazioni, puntando il dito contro le manipolazioni dei produttori.

Per fronteggiare questa emergenza, AIRC continua a puntare su chi sceglie di opporsi, smontando l’aura cool e l’immagine che il marketing ha costruito attorno all’uso delle sigarette di ogni tipo, tradizionali, elettroniche o a riscaldamento di tabacco.

“Dico sempre che se non ci fosse il fumo curerei una patologia rara” – afferma Marina Chiara Garassino, ricercatrice AIRC e responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco-Polmonare della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – “Solo il 10% dei pazienti affetti da tumore del polmone non ha mai fumato. Chi inizia a fumare da ragazzo è molto probabile che prosegua da adulto. Non possiamo quindi accettare che i ragazzi fumino perché rischiano di diventare dipendenti dal fumo oggi e futuri pazienti domani. Un dato che preoccupa ancora di più se parliamo di giovani donne che si avvicinano al fumo in una percentuale superiore del 24% rispetto al passato.”

 

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