Tumore al seno, cure su misura per ogni donna

Apparentemente, quando si parla di tumore al seno, si pensa sempre e comunque ad un’unica patologia. Ma non è davvero così.

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Esistono forme diverse sotto l’aspetto delle cellule neoplastiche e sul fronte dello stato di malattia, con tumori iniziali ed altri che invece sono in stato avanzato. Per questo occorre che la risposta dei medici sia sempre “su misura” in base alle tante variabili che possono entrare in gioco. È uno dei messaggi che emerge dalla campagna  “È tempo di vita”, promosso da Novartis Italia in collaborazione con Salute Donna Onlus.

L’importanza di una approccio multidisciplinare

Le caratteristiche genetiche e molecolari delle cellule tumorali giocano un ruolo importante nella messa a punto di un approccio “personalizzato”. In termini generali, infatti, i tumori possono essere responsivi agli ormoni, avere il recettore HER-2 positivo oppure risultare tripli-negativi, cioè non presentare punti d’attacco specifici della cellula su cui “mirare” la terapia. Poi, ovviamente, nell’approccio alla cura contano molto altri parametri, come ad esempio l’età della donna stessa.

“La malattia colpisce donne in età diverse e in ogni donna il tumore ha caratteristiche specifiche – continua Filippo de Braud, Professore Ordinario di Oncologia Medica Università di Milano, Direttore Scuola di Specialità in Oncologia Università di Milano, Direttore Dipartimento di Oncoematologia Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori. “Tracciare un profilo il più possibile personalizzato della malattia è il primo passo per impostare un approccio terapeutico mirato e un percorso multidisciplinare di cura, che tenga conto delle caratteristiche uniche di ciascuna donna”. Ovviamente, in questo percorso, la donna deve avere sempre al suo fianco lo specialista che la segue, ma sulla scorta di un approccio multidisciplinare, che permetta di prendere in esame tutte le sfaccettature della situazione. “Questa è una vera e propria necessità, considerando anche che il tumore può essere individuato a diversi livelli di gravità” – riprende De Braud. “Oggi, grazie alle terapie, possiamo dare risposta anche nelle forme di tumore metastatico, circa 7000 ogni anno in Italia, con speranze di guarigione e comunque di poter offrire risultati significativi grazie alla terapia, sotto l’aspetto del miglioramento della sopravvivenza libera da malattia per la donna. Ovviamente, a fianco di questi risultati, esiste la necessità di studiare esattamente caso per caso quanto la paziente presenta. Nel nostro Istituto questa valutazione multidisciplinare viene effettuata molte volte ogni settimana, visto che seguiamo molte pazienti, ed è fondamentale per poter davvero offrire ad ogni donna il trattamento ottimale”.

Anche sotto l’aspetto emotivo, insomma, occorre dare risposte. E grazie all’attenzione a “360 gradi” alla paziente, oggi, anche nelle forme di tumore al seno metastatico che a volte colpiscono anche donne più giovani, prima della menopausa, per le quali esistono trattamenti innovativi specifici, si può offrire ciò che serve. Nell’attesa che la scienza proponga ulteriori passi avanti.

 

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