Sars2-CoV-2019, come parlare del coronavirus con i bambini

I pediatri consigliano di parlare del coronavirus con sincerità e chiarezza ai bambini. E hanno definito delle regole di comportamento per i più piccoli

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Se per gli adulti queste giornate sono segnate dall’ansia, come rilevano gli specialisti della società Italiana di Psichiatria, per i più piccoli la diffusione dell’infezione da Sars2-CoV-2019 non è solo incomprensibile sul fronte dell’informazione, ma rischia addirittura di diventare un elemento “disrupting” perché cambia completamente le abitudini.

Non ci si sveglia alla stessa ora la mattina, non si va a scuola o all’asilo. Capire cosa sta accadendo non è facile. Per questo i pediatri diventano un punto di riferimento fondamentale, sia per i bambini sia soprattutto per i loro genitori.

Un poster per tranquillizzare

Trovare le parole per raccontare il nuovo Coronavirus ai bambini si può e si deve. Nell’incredibile flusso di notizie che arrivano, a cui sono inevitabilmente esposti anche ai più piccoli, c’è il rischio che siano travolti dalla paura e non riescano a indirizzare la loro attenzione sulle poche notizie importanti per loro, anche per contribuire a prevenire la diffusione del virus e il contagio. Da qui nasce l’idea dei pediatri di famiglia di tutto Italia.

“Da oggi nei nostri oltre 7.000 studi medici – spiega Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) – sarà disponibile un poster rivolto direttamente ai bambini: un fumetto e 7 regole sui corretti stili di vita e di igiene utili a ridurre il rischio di contrarre il virus, scritte con un linguaggio semplice e chiaro”. “I bambini ci guardano – aggiunge Mattia Doria, Segretario nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della Fimp– e dobbiamo trovare le parole per spiegare loro cosa sta succedendo, con sincerità e chiarezza, trasmettendo al contempo fiducia nel futuro. Potremmo restare sorpresi dalla reazione seria e composta dei più piccoli: siamo certi che sapranno fare la loro parte, se correttamente informati sul ruolo che possono avere nel contenere il contagio di amici, genitori e nonni”.

In sintesi, le regole per i più piccoli

“Le nostre regole – prosegue Doria – sono semplici: usare solo fazzoletti di carta, metterli nello zaino prima di andare a scuola e gettarli in un secchio dopo l’uso; lavarsi sempre le mani prima della merenda e non metterle in bocca; non toccarsi naso e occhi; tossire e starnutire nel braccio; non scambiarsi materiali scolastici e merende; chiedere a mamma e papà di portare i figli ogni giorno a giocare all’aria aperta e di arieggiare spesso le stanze della casa”. “

I bambini, secondo Biasci, sono possibili grandi alleati per fronteggiare l’infezione. E comunque un’iniziativa di questo tipo avrà comunque risvolti positivi in senso di apprendimento e attenzione alle norme d’igiene personale. I piccoli possono imparare regole di igiene e comportamenti validi sempre, ma in particolare per evitare il contagio di tutte le malattie a trasmissione aerea che incontreranno nella vita.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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