Riparte la scuola? Occhi sotto controllo per evitare problemi alla vista

Oltre alla miopia, sono tanti i potenziali problemi della vista: c’è da tenere sotto controllo l’ipermetropia, l’astigmatismo e lo strabismo

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Bruciore agli occhi, mal di testa, vista che pare annebbiarsi. Il piccolo perde spesso il segno mentre legge, o muove sempre il capo per seguire un testo, si “stravacca” sul banco per seguire le lezioni. Non pensate che siano solo atteggiamenti o ricerca di “comprensione”. A volte, dietro queste situazioni, possono esserci problemi alla vista. E il controllo dell’oculista, su indicazione del pediatra, diventa fondamentale.

Un mondo di miopi?

Se il piccolo a scuola sembra soffrire, insomma, forse c’è bisogno di un controllo dell’oculista. Ci siamo avviando ad un mondo di miopi, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito “un’epidemia inarrestabile” la grave diffusione del difetto visivo nel mondo riunendo un gruppo di esperti per analizzare i dati allarmanti per arginare “l’epidemia”.

Si prevede infatti che nel prossimo decennio il numero delle persone miopi salirà a circa 2,5 miliardi nel mondo: peccato che la miopia elevata aumenti il rischio di problemi come il distacco di retina, il glaucoma e la degenerazione maculare.

Cina e Usa in particolare sarebbero i più colpiti dal fenomeno. Si stima una prevalenza del 35 per cento tra tutti i giovani adulti degli Stati Uniti con un incremento del 70 per cento circa, negli ultimi 30 anni. Nella popolazione asiatica la percentuale di miopi è ancora più elevata e arriva al 40 per cento dei bambini cinesi di 9 anni di Singapore, fino al 60 per cento degli adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni nei paesi della Cina rurale. Su uno studio svolto su 4.700 ragazzi di Pechino, l’80 per cento è risultato affetto da miopia. Cifre simili si hanno in Singapore e Taiwan. Ciò che manca, secondo gli esperti, è la possibilità di mandare il proprio sguardo verso l’orizzonte e proprio per questo in una scuola di Yangjiang, è stata realizzata una classe particolare, i cui muri sono realizzati in plastica semitrasparente, per far entrare la luce.

Per quanto riguarda l’Italia un grande studio effettuato dall’European Eye Epidemiology Consortium mostra che anche da noi la prevalenza di miopia raggiunge e supera ormai il 30 per cento. L’incremento sembra, almeno in parte, legato alla durata del ciclo di studi (quindi allo sforzo della lettura): infatti tra le persone che avevano completato solo il ciclo primario la prevalenza standardizzata per età era del 25 per cento, tra quelle che avevano frequentato anche il ciclo secondario era pari al 30 per cento e infine, tra coloro che avevano aggiunto studi superiori, come i corsi di laurea, era pari al 37 per cento.

Insomma, lo sguardo fisso sulle pagine di un libro, ed ora di un tablet o di uno smartphone, possono affaticare l’occhio rendendo sempre più difficile la visione da lontano. La miopia, quindi,  è stata associata con l’istruzione, il lavoro da vicino, l’urbanizzazione, i fattori prenatali, stato socio-economico, la capacità cognitiva, la stagione di nascita, la luce, e il tempo trascorso all’aperto e anche l’uso sempre più diffuso di tablet, smartphone e altri gadget di nuova generazione.

Cosa fare

L’occhio per la sua complessità e delicatezza e per l’enorme quantità di lavoro che svolge va trattato con il massimo rispetto, considerazione  ed attenzione. Per questo motivo è opportuno valutarne periodicamente sin dalla prima infanzia lo stato di salute ed il funzionamento.

Tanti sono i potenziali problemi: oltre alla miopia, c’è da tenere sotto controllo l’ipermetropia, l’astigmatismo e lo strabismo. La visita, oltre a valutare se il bambino vede bene, dovrebbe anche valutare se la vista è acuta sia da lontano che da vicino, che si riescano a mettere a fuoco correttamente i dettagli e che i due occhi lavorino bene in coppia.

Tra le cose più difficili da scoprire infatti, c’è il cosiddetto “occhio pigro”, quella condizione che gli esperti chiamano ambliopia. Il fenomeno interessa almeno due piccoli su cento sotto i cinque anni, ed è legato al calo della vista in un solo occhio, con l’altro che ne vicaria la funzione. Se non si riesce ad intervenire presto – l’ideale sarebbe entro i tre anni ma almeno occorre provvedere ai tempi della scuola elementare, il problema può comportare un occhio funzionalmente con una vista ridotta pur in assenza di  malattie evidenti.

Il trattamento  può essere  tanto più efficace quanto più precocemente attuato e l’età prescolare è il momento migliore. La cura può prevedere l’uso di occhiali per la correzione dei difetti di vista, l’occlusione o penalizzazione di un occhio – in questo modo quello pigro può più facilmente ricuperare – ed una eventuale rieducazione fino ad un eventuale intervento chirurgico.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Riparte la scuola? Occhi sotto controllo per evitare problemi alla vis...