Morsi e punture in montagna, come comportarsi

Tafani, ragni, formiche, mosche e vipere: come proteggersi e cosa fare se si viene punti o morsi

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Per chi è in vacanza e anche per chi esce dalla città per una gita fuori porta, ci sono piccoli/grandi pericoli che vanno conosciuti e non debbono essere sottovalutati. A volte però i nemici sono meno conosciuti, dalle formiche fino ai tafani e alle mosche, per non parlare dei ragni (ma anche di vespe e calabroni, vedi il video sopra). Ma possono lasciare il segno tangibile dell’incontro con la nostra pelle.

Pericolo infezioni e non solo

Sembra impossibile, ma anche le mosche possono “mordere” l’essere umano. Volete un esempio? Pensate alla Stomoxis Calcitrans, che forse è più conosciuta come mosca cavallina che per la sua denominazione scientifica. L’animale normalmente attacca solamente cavalli, mucche o simili, ma a volte può anche infastidire l’essere umano. Ha una bocca che le permette di “pungere” e succhiare il sangue, con evidenti fastidi. Ma c’è un altro problema da non sottovalutare.

Tutte le mosche, inoltre, possono trasmettere infezioni. Ogni volta che mangiano, infatti, questi insetti rigurgitano una parte del pasto precedente. E se questi “resti”, nei quali possono essere presenti germi di tipo diverso, si depositano sui cibi, possono anche trasmettere infezioni agli ignari che si mettono a tavola. Per questo bisogna prestare attenzione non solo ai rari “incontri” diretti con la pelle, ma anche e soprattutto agli alimenti che si dispongono in tavola per un picnic.

In termini di nemici “volanti” non bisogna poi sottovalutare i tafani: il pericolo è soprattutto per chi ha deciso di passare qualche ora in campagna, pungendo provocano un forte dolore con gonfiore localizzato nella parte lesa. Per ridurre i fastidi occorre applicare ghiaccio seguito da pomata antistaminica sulla pelle. Se non ci sono problemi particolare, il ponfo dovrebbe autoridursi in due-tre ore.

Tra gli incontri ravvicinati da evitare ci sono anche quelli con alcuni tipi di formiche che si possono trovare in prati e boschi. Vicino ai tronchi d’albero possono infatti riunirsi le formiche, quasi sempre formiche nere, pronte ad incolonnarsi per qualche briciola di pane. Oppure di altro colore, come la formica rossa dei boschi vive invece vicino ai tronchi di conifere, come abeti o larici. Anche alcune di loro possono pungerci, rilasciando una particolare sostanza, l’acido formico.

Normalmente questa puntura non crea alcun problema, ma a volte dà luogo a un’intensa reazione infiammatoria. Un ponfo arrossato è il segnale della puntura e deve essere eliminato applicando un cubetto di ghiaccio sulla parte colpita (in questo modo si riduce l’infiammazione) o eventualmente una pomata lenitiva. Infine, nei boschi e sui prati non dimenticate il pericolo dei tafani: pungendo provocano un forte dolore con gonfiore localizzato nella parte lesa. Per ridurre i fastidi occorre applicare ghiaccio seguito da pomata antiistaminica sulla pelle. Se non ci sono problemi particolare, il ponfo dovrebbe autoridursi in due-tre ore.

Dai ragni alla vipera

State tranquilli. Nelle gite in campagna e in montagna incontrare ragni tali da creare gravi problemi di salute è davvero difficile. Quasi sempre l’esito dei loro morsi è rappresentato da piccoli ponfi arrossati apparentemente inspiegabili. Non c’è da preoccuparsi troppo. In Italia esistono solo poche specie di ragni velenosi e il loro morso non è proprio frequente: è il caso ad esempio del ragno violino, della tarantola, del ragno dal sacco giallo o della malmignatta. Un incontro ravvicinato di questo tipo è però raro.

Molto più probabile, specie nelle vacanze più avventurose e nelle baite di montagna è trovarsi a fare i conti soprattutto di notte con ragni domestici o simili, innocui ma in grado di creare piccoli fastidi cutanei, soprattutto nei bambini. I segni e i sintomi sono molto precisi: l’area in cui è avvenuto il morso si presenta arrossata e più o meno gonfia. Oltre ad applicare un cubetto di ghiaccio o del cotone imbevuto di acqua fredda, si può fare affidamento sui farmaci di automedicazione, che possono essere applicati localmente o essere assunti per via generale quando al “segno” si associa un forte prurito.

In genere dopo pochissimo tempo grazie a questi semplici rimedi la situazione si corregge e la pelle vince il prurito e l’infiammazione determinata dallo sostanze nocive. Attenzione però: se si forma una macchia violacea o la ferita non si rimargina è meglio parlarne con il medico, per pensare a trattamenti mirati.

Ben più preoccupante, pur se raro, è infine il morso di vipera che induce immediato gonfiore e la pelle tende a diventare bluastra. Solo in seguito compaiono accelerazione dei battiti cardiaci, vertigini e un forte mal di testa. Occorre chiamare subito i soccorsi e non muovere la vittima, bloccando il flusso del sangue dalla parte colpita al cuore con un laccio. Infatti così facendo si riduce la quantità di veleno che entra nel circolo sanguigno e si diffonde al corpo. Poi occorre trasportare la persona morsa al pronto soccorso più vicino.

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