Mononucleosi infettiva: cos’è, sintomi e come si combatte

La mononucleosi infettiva si manifesta spesso con un'inspiegabile stanchezza. Si trasmette attraverso i baci ma non solo

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Anche l’amore può avere le sue “complicazioni”. Non ci riferiamo alle pene del cuore, ma a una condizione infettiva, la mononucleosi, che si può contrarre con l’atto che suggella ogni passione: il bacio.

È vero che anche una semplice tazzina di caffè può trasmettere il virus che provoca il quadro, ma le labbra che si sfiorano fin a incollarsi tra loro possono essere la fonte principale di contagio, pur rappresentando quanto di più dolce e romantico esista. Ed allora? Allora meglio conoscere il possibile, invisibile nemico.

Il virus “stressa” il sistema difensivo

La mononucleosi infettiva, meglio nota appunto come malattia del bacio, è causata dal virus di Epstein Barr. Negli adulti si manifesta spesso con un’inspiegabile stanchezza,  figlia del grande lavoro che il virus impone al sistema immunitario, costretto a un superlavoro per contrastare la replicazione del ceppo virale. Infatti anche il sistema immunitario può risentire della condizione psicologica dell’individuo.

Studi condotti su animali da laboratorio hanno dimostrato che quando questi sono stressati, la stessa infezione assume caratteristiche di maggior gravità e risulta più facilmente mortale rispetto a una popolazione di animali di controllo psicologicamente “tranquilli”.

Sull’essere umano i dati sono ancora contrastanti. Alcune ricerche dimostrano però che in presenza di uno stato psicologico alterato si accentua la gravità della mononucleosi infettiva, così come quella di altre infezioni virali, come ad esempio da herpes labialis (quello che si manifesta con le classiche lesioni sulle labbra) e da adenovirus, che causano raffreddore e mal di gola con febbre.

I meccanismi alla base di questo fenomeno sarebbero da ricercare soprattutto nelle diminuzione delle risposte degli anticorpi specifici contro i virus dovute al malessere psicologico, attraverso vie ancora da identificare. Insomma, la prevenzione della malattia del bacio passa anche attraverso uno stato emotivo positivo, che non ci porti ad essere giù di morale. In questo la passione d’amore può essere un valido rigenerante per tentare di combattere lo stress e rende meno “aggressivo” il nemico.

Adulti e bambini, il quadro cambia

Il virus di Epstein Barr, in ogni caso, non riguarda solamente gli innamorati. E può colpire tanto gli adulti quanto i più piccoli, con quadri che possono essere diversi. In genere, nella popolazione adulta il sintomo predominante può essere la stanchezza legata all’azione del virus sul sistema immunitario dell’organismo.

Possono anche essere presenti, a tutte le età, l’aumento delle dimensioni delle ghiandole linfatiche in prossimità del collo, una crescita della milza e addirittura, in qualche caso, una sofferenza del fegato che magari non si manifesta ma può essere rilevata con gli esami del sangue che indicano una sofferenza delle cellule dell’organo, prima tra tutte la valutazione delle transaminasi.

Nei bambini, in più, a volte possono anche comparire macchie simili a quelle del morbillo o della scarlattina che si concentrano sul torace. A fare da contorno al quadro compare spesso un fastidioso mal di gola, tipico della tonsillite, e qualche linea di febbre. Visto che non esistono cure specifiche contro il virus di Epstein Barr, il trattamento eventuale mira solo a contrastare i sintomi.

In genere l’infezione si risolve da sola, quando il sistema immunitario ha la meglio sul virus, senza problemi sul fronte della possibile trasmissione, tuttavia, bisogna ricordare che il virus non è molto contagioso ma è molto subdolo. L’incubazione infatti è molto lunga, tanto che in alcuni casi può sfiorare i due mesi, e soprattutto chi è entrato in contatto con il virus può continuare ad eliminarlo con la saliva anche dopo che non ci sono più fastidi.

Visto che la via di trasmissione passa soprattutto attraverso la bocca (attenzione anche a bicchieri e tazzine) ed è necessario avere contatti prolungati per far passare il virus da una persona all’altra, proprio il bacio può quindi diventare il “modello” romantico per far passare il virus. Ma all’amore, si sa, non si comanda!

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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