Lotta al cancro, quello che possiamo fare per limitare i rischi

AIRC fa il punto sui traguardi ottenuti dalla ricerca nella lotta contro il cancro. Fondamentale è la prevenzione, a partire dalla corretta alimentazione

In Italia attualmente, quasi 3,5 milioni di persone hanno superato una diagnosi di cancro e in molti casi hanno un’aspettativa di vita paragonabile a quella di chi non si è mai ammalato (fonte dei dati: I numeri del cancro in Italia, 2019 a cura di AIRTUM, AIOM e Passi).

Come sottolineato dalla Fondazione AIRC, sono molte le battaglie vinte grazie alla ricerca e alla cura negli ultimi vent’anni, che si riflettono nel parallelo, continuo aumento della sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, almeno nei Paesi occidentali.

Ma altrettanto fondamentale è la prevenzione a cominciare dalla alimentazione.

In questi vent’anni molti studi hanno permesso di comprendere meglio il ruolo dell’alimentazione e dell’esercizio fisico nel mantenerci in salute e tenere lontano il rischio di sviluppare un tumore.

Il sovrappeso e l’obesità, in particolare, sono sempre più considerati un fattore di rischio importante sia per lo sviluppo di un cancro, sia per l’efficacia delle terapie antitumorali. Nuove evidenze mostrano che non conta solo quanti sono i chili di troppo, ma anche dove si accumulano: ormai è certo che un girovita troppo abbondante è un fattore di rischio rilevante non solo per le malattie cardiovascolari ma anche per i tumori.

Infine, sempre più studi hanno dimostrato il ruolo positivo dell’esercizio fisico regolare: protegge contro più di dieci tipi di cancro diversi, migliora la risposta alle terapie dei pazienti oncologici e riduce il rischio di recidive.

Lo IARC – l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – mette in guardia sul legame tra i tumori e le carni rosse, in particolare quelle lavorate o processate come i salumi. Un consumo esagerato di questi alimenti aumenta il rischio di sviluppare un tumore, in particolare di colon-retto, stomaco, endometrio e prostata. Lo IARC ha definito la carne rossa come probabilmente cancerogena, insaccati e salumi come sicuramente cancerogeni.

Questo non significa che si debba necessariamente eliminare del tutto questi alimenti dalla dieta, in quanto la classificazione dello IARC non specifica quanto una sostanza aumenti il rischio che si sviluppi un tumore: il fumo è per esempio un cancerogeno molto più potente degli insaccati.

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro (4 febbraio), la Fondazione AIRC fa il punto sui principali traguardi ottenuti dai ricercatori. Dalla “rivoluzione genomica” iniziata attorno al 2000, con l’annuncio della prima bozza della sequenza del genoma umano, che ha consentito di identificare molti geni coinvolti nel cancro e di sviluppare trattamenti sempre più precisi, siamo oggi arrivati ai progressi dell’immunoterapia, che potenzia le difese del nostro organismo per combattere il tumore.

In parallelo vi sono nuovi approcci nella somministrazione della chemioterapia, che continua a essere il trattamento più importante in assenza di altre terapie mirate, e una maggiore comprensione del ruolo dell’alimentazione, dell’esercizio fisico e dell’importanza di smettere di fumare nella prevenzione dei tumori.

 

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