Covid-19, terapie e anti infiammatori, attenzione alle fake news

Tante le fake news in questo periodo sul tema anti infiammatori e le patologie da Covid-19. Cosa c'è da sapere

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

“Non stiamo lottando solo contro un’epidemia ma anche contro un’infodemia”.

A denunciarlo, nelle settimane di febbraio in cui in Italia il coronavirus cominciava a diventare l’emergenza sanitaria che oggi ben conosciamo, fu il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Una pandemia di disinformazione che ha trovato terreno fertile soprattutto sul web e sui social media, vera e propria “zona rossa” di propagazione accelerata e incontrollata delle fake news.

Il virus e gli antinfiammatori

Il virus ha colpito, prima fra tutti, una categoria di farmaci da decenni ampiamente utilizzata da tutta la popolazione a livello mondiale, tanto negli adulti quanto nei bambini, tra cui gli antinfiammatori a base di ibuprofene: presidi insostituibili, presenti anche negli “armadietti dei medicinali” di tante case degli italiani per trattare febbre e dolore e prescritti, inoltre, per il trattamento di condizioni più serie come l’artrite e altre patologie reumatiche.

Sui social media è circolata a lungo una notizia che riporta di un presunto aggravamento della malattia nei soggetti che hanno sviluppato l’infezione e assumono ibuprofene, uno dei più noti principali attivi tra i farmaci antinfiammatori non steroidei o Fans. “L’emergenza Covid-19 ha purtroppo spesso generato molta disinformazione, false notizie, voci infondate, che hanno concorso a creare confusione e diffidenza tra le persone sotto tanti aspetti- spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano .

È quanto avvenuto per i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, che sono stati oggetto di allarmismi ingiustificati. Smentiamo una volta per tutte che il loro utilizzo possa essere associato ad un aggravamento dell’infezione. Sono scesi in campo per chiarirlo gli enti preposti, a tutti i livelli: dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), all’Agenzia europea per i farmaci (EMA) alla nostra Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Il messaggio ribadito da queste massime autorità in materia sanitaria è lo stesso: non vi è alcuna evidenza scientifica che stabilisca una correlazione tra l’uso di ibuprofene e un peggioramento della malattia da COVID-19”.

Quindi? “Quindi ibuprofene è e resta un farmaco consolidato, che viene utilizzato in modo sicuro come anti-febbrile e anti-dolorifico, anche nelle malattie virali, da più di 30 anni. Il consiglio, valido sempre e per tutti i farmaci, ma in particolare per quelli da auto-medicazione, rimane quello di seguire attentamente le istruzioni presenti sulla confezione e nel foglietto illustrativo, e, in caso di qualsiasi dubbio, consultare il medico che vi ha in cura o il farmacista – aggiunge Fabrizio Pregliasco”.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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