Coronavirus, Sars2-CoV-2019: i consigli per affrontare l’infodemia e le paure

Gli esperti hanno definito 7 regole per controllare ansia e paure, spesso ingiustificate, da Coronavirus

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Non ci sono dubbi. Il coronavirus sta sicuramente creando una serie di problemi sotto l’aspetto sanitario e per la salute, ma incide anche molto sulle nostre abitudini. Oltre a ricordarci di osservare le regole d’igiene che dovrebbero far parte dei nostri costumi, a prescindere dal virus, l’epidemia in corso ci sta mettendo a dura prova sotto l’aspetto psicologico.

Viene quasi da dire che il virus non interessa soltanto il fisico, ma anche la mente. E quindi compaiono problemi cognitivi e psicologici, da non sottovalutare. Come affrontarli? Ecco il parere degli esperti.

Una risposta troppo “veloce”

Occorre adattarsi a questa nuova realtà, comparsa in pochi giorni. Ed è proprio la velocità, unita alla mole d’informazioni che si hanno, a giustificare le reazioni psicologiche che molti di noi stanno vivendo. Certo è che l’impatto psicologico, pur essendo più nascosto rispetto a quello fisico perché non si può certo misurare con un termometro o attraverso la valutazione dei sintomi, può essere comunque pericoloso.

“Gli esseri umani – spiega Enrico Zanalda, presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP) e direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL TO3 e – hanno una paura che li accomuna: il timore di essere travolti da un’epidemia. È una paura così radicata da arrivare a far compiere azioni incontrollate, quelle di chi non sa più cosa fare e le prova tutte per salvarsi. Questo timore atavico è amplificato dalla infodemia, la diffusione virale e velocissima, che in passato non esisteva, di notizie parziali e contraddittorie, quando non addirittura false, che può causare un crollo di fiducia nei rapporti tra le persone e nelle Istituzioni, e rendere più potente l’effetto sulla psiche di un fenomeno che è sempre esistito”.

“In Italia, che è il paese europeo con il maggior numero di casi accertati – spiega Massimo Di Giannantonio, presidente eletto della SIP e ordinario di psichiatria all’Università di Chieti-Pescara – si registrano ingiustificate ed eccessive reazioni psicologiche alla diffusione di notizie sul virus, unitamente alle misure che le autorità hanno assunto al fine di contenere il contagio. Un mix ansiogeno che ha modificato le nostre abitudini e la percezione di salute e benessere individuale. Non siamo dunque ‘attaccati’ solo da un virus influenzale severo –ma anche da una epidemia cognitiva che rischia di generare non solo spavento e confusione ma anche panico di massa e ansia da untori”.

Come affrontare le misure “restrittive

“Ciascuno di noi – prosegue Zanalda – si è interrogato sulle motivazioni di misure così drastiche: la chiusura delle scuole delle chiese, dei musei, la sospensione degli eventi culturali e sportivi. Tutte cose che ci rendono in qualche modo più fragili davanti ad una minaccia invisibile. Più che la malattia in sé ciò che si teme è la paura del contagio sia dalle che verso le persone con cui veniamo in contatto come familiari, colleghi, amici”.

Certo è quindi che l’infodemia incrementa lo stato d’ansia, i pensieri ipocondriaci, e influenza contenuti deliranti con comportamenti emotivi conseguenti.

Come comportarsi: 7 regole

Ecco dunque le sette regole per affrontare e vincere le paure causate dalla infodemia:

1) Attenersi alle comunicazioni ufficiali delle autorità sanitarie;

2) Riconoscere che le cose ‘spaventose’ che attraggono la nostra attenzione non sono necessariamente le più rischiose, è il primo passo verso la consapevolezza;

3) Contenere la paura, mantenere la calma ed evitare di prendere decisioni fino a quanto il panico non è passato;

4) Affidarsi solo alle testate giornalistiche ufficiali e autorevoli;

5) Non fare tesoro di ciò che si intercetta online e sui social media, soprattutto se ‘condiviso’ da amici solo virtuali, che in realtà non si conoscono davvero, e se non accuratamente verificato;

6) Rivolgersi al proprio medico e non fare domande su gruppi social, chiedendo opinioni;

7) Se compaiono sintomi come panico, ansia o depressione rivolgersi allo specialista al fine di un’adeguata diagnosi.

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