Coronavirus, disinfettanti: attenzione al fai da te. Come riconoscere quelli validi

L'Istituto Superiore di Sanità dà indicazioni per proteggersi dal coronavirus. I disinfettanti validi sono con alcol o candeggina. Diffidate dal fai da te

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Non fate gli alchimisti. In tempi di coronavirus e di ingiustificati aumenti di prezzo dei comuni disinfettanti per la pelle e per l’ambiente, non bisogna cadere nel tentativo di lanciarsi in ricette che possono rivelarsi non solo inutili, ma addirittura pericolose per la salute. Lo ricorda l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che mette a disposizione una serie di indicazioni utili per chi vuole proteggersi dal coronavirus, ma con giudizio.

Come riconoscere i prodotti validi

Tutti i prodotti che vantano in etichetta un’azione “disinfettante” sono autorizzati come Presidi Medico Chirurgici (PMC) sul territorio nazionale dal Ministero della Salute previa valutazione della loro efficacia e sicurezza da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sulla base di tali indicazioni il produttore ha l’obbligo di predisporre un’etichetta che riporti i componenti costitutivi del prodotto, nonché i pericoli associati al suo utilizzo e i relativi consigli di prudenza.

L’etichetta, che deve essere validata dall’ISS e autorizzata dal Ministero della Salute, è fondamentale per evitare l’uso improprio del prodotto.

In commercio sono disponibili prevalentemente due tipologie di disinfettanti autorizzati, uno per la cute integra e uno per le superfici. Generalmente, il primo è a base di etanolo (alcol etilico al 75%), il secondo a base di sodio ipoclorito, ovvero la comune candeggina.

In ogni caso, per proteggersi dal coronavirus ciò che conta di più è lavarsi spesso, e con cura, le mani, utilizzando acqua e sapone o soluzioni alcoliche e utilizzare fazzoletti monouso per soffiarsi il naso curando di controllare eventuali starnuti o colpi di tossa (segui le 10 regole del Ministero della Salute).

Cosa propone l’Organizzazione Mondiale della Sanità

Sempre sul sito dell’Istituto superiore di Sanità si legge come l’OMS abbia messo a disposizione alcune “ricette” che non sono da proporre in chiave personale. Ma è comunque utile conoscere questi presidi, di semplice preparazione e destinati a chi non deve venderli ma li utilizza nelle proprie strutture.

Il consiglio è quindi valido per le farmacie, in caso di necessità, o per i laboratori e presuppongono di preparare almeno dieci litri di composizione ad azione disinfettante. Nel primo caso l’ingrediente di base è l’acqua ossigenata, o perossido di idrogeno, la cui concentrazione va però modulata con cura. Se si arriva a tassi tra il 5 e l’8 per cento esiste un rischio per gli occhi. Anche l’alcol al 96 per cento ha significato in termini di disinfezione, ma è ovviamente infiammabile.

La seconda ricetta prevede un cocktail tra alcol isopropilico ad altissima concentrazione, che può indurre sonnolenza e problemi agli occhi, sempre mescolato con acqua ossigenata. Ovviamente si sconsiglia di preparare in casa queste miscele, la cui formula è disponibile sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma se per caso si entrasse in possesso di contenitori in cui queste miscele sono presenti, bisogna sempre apporre etichette e informazioni sulle boccette che si hanno a disposizione. Soprattutto bisogna che siano sempre lontani dai bambini e dagli alimenti, per evitare contaminazioni.

Sempre l’ISS ricorda infine che i produttori di prodotti analoghi sono obbligati dalla normativa europea a riportare sull’etichetta dei formulati (miscela) le seguenti indicazioni di pericolo: “liquido e vapori facilmente infiammabili; provoca grave irritazione oculare” e i seguenti consigli di prudenza: “proteggere gli occhi e il viso, tenere lontano da fonti di calore, tenere a disposizione il contenitore in caso di consultazione di un medico, tenere fuori dalla portata dei bambini, non fumare, in caso di incendio utilizzare schiuma alcol resistente, polvere chimica, acqua nebulizzata, anidride carbonica; in caso di contatto con gli occhi sciacquare accuratamente per parecchi minuti. Togliere eventuali lenti a contatto”.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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