Coronavirus Sars2-CoV-2019, gli aspetti che devono mettere in guardia

Coronavirus: i campanelli d'allarme, oltre all'età, sono la comparsa di sepsi e la presenza di specifiche problematiche della coagulazione

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Nessuno è immune all’infezione da Sars2-CoV-2019 e per questo è responsabilità di ognuno di noi spezzare la catena dei contagi rimanendo a casa per preservare noi stessi e soprattutto gli altri. Fatta questa necessaria precisazione, comunque, è certo che ci sono persone che rischiano di più in caso d’infezione.

Oltre all’età, con un maggior rischio che cresce con l’aumentare degli anni per le persone anziane specie se colpite dal altre patologie, altri aspetti che debbono mettere in guardia sono la comparsa di una sepsi, ovvero di un quadro di sofferenza generalizzato di diversi organi ed anche di specifiche problematiche della coagulazione, come un aumento del valore di un particolare parametro, il d-dimero.

A farlo ipotizzare sono i dati che vengono da una ricerca apparsa su Lancet relativa a quasi 200 pazienti in cura negli ospedali cinesi prima del 31 gennaio. La ricerca ha visto impegnati il Jinyintan Hospital e il Wuhan Pulmonary Hospital di Wuhan insieme al China-Japan Friendship Hospital, alla Capital Medical University, e alla Tsinghua University di Pechino.

Attenzione alla coagulazione

Lo studio ha valutato le differenze tra i malati che sono guariti e quelli che purtroppo sono deceduti. Pur non potendo trarre conclusioni definitive, il numero delle persone coinvolte nella ricerca non lo consente, l’indagine permette comunque di trarre informazioni importanti. Infatti, stando a quanto segnala uno degli autori dell’indagine, Zhibo Liu del Jinyintan Hospital, la ricerca permette di capire qualcosa che va oltre al semplice dato dell’età anagrafica e della presenza di altre malattie.

Ad esempio l’evoluzione del quadro è apparsa peggiore in chi al momento del ricovero aveva una compromissione di diversi organi e presentava livelli elevati di d-dimero, un composto che indica la tendenza alla coagulazione del sangue e quindi informa sul rischio più elevato che si formino trombosi o embolie nell’albero circolatorio. Va ricordato che in non tutti i malati osservati questo esame è stato effettuato.

Questo semplice test, che si fa con un prelievo del sangue, può essere richiesto ad esempio quando una giovane inizia un trattamento con  contraccettivi ma soprattutto è utile quando in un malato si ipotizzano trombosi o embolie, magari per un forte dolore ad una gamba dopo un intervento chirurgico o dopo un prolungato periodo di permanenza a letto, in caso di difficoltà respiratorie gravi insorte di colpo o forte tosse, ovvero se ci sono sintomi che ricordano l’embolia polmonare ma possono anche essere presenti in caso d’infezione da Sars2-CoV-2019.

Infiammazione da controllare

Dallo studio cinese, in ogni caso, viene riconfermato anche un altro dato. Esiste la tendenza al peggioramento quando la risposta infiammatoria dell’organismo all’infezione virale è particolarmente sostenuta a conferma di come la polmonite in queste circostanze tenda ad allargarsi ad una quota ampia del tessuto polmonare (in particolare dove avvengono gli scambi di ossigeno ed anidride carbonica perché il sangue si “incontra” con l’aria, ovvero negli alveoli).

La ricerca dimostra infatti che il decorso è apparso mediamente peggiore quando una famiglia di globuli bianchi (i linfociti) è risultata particolarmente numerosa e quando sono risultati elevati i livelli di Interleuchina-6 o IL-6.

Questo dato è importante per molte malattie infiammatorie: IL-6 infatti gioca un ruolo chiave nella modulazione di diversi processi fisiologici, tra cui la risposta immunitaria, il normale metabolismo dei grassi nell’organismo, la regolazione dei valori di ferro (fondamentale per la sintesi dell’emoglobina che trasporta l’ossigeno all’interno dei globuli rossi) presente nel corpo e la produzione di alcuni ormoni.

Ad esempio in chi soffre di artrite reumatoide promuove l’infiammazione e  l’alterazione dell’articolazione colpita. Oltre a questo dato, la ricerca cinese conferma quanto già si sapeva: chi presenta fattori di rischio cardiovascolare come l’ipertensione oppure è cardiopatico, i rischi per la salute legati all’infezione da Sars2-CoV-2019 appaiono maggiori.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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