Con le “sorelle di malattia” il tumore si combatte meglio

Il programma di Salute allo Specchio Onlus a sostegno delle donne con diagnosi di un tumore che devono affrontare le terapie oncologiche

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Fino al giorno prima della diagnosi, erano solo perfette sconosciute. Poi, man mano che si scopre il “nemico” tumore dell’ovaio e si affrontano le terapie, diventano più che amiche, ma vere e proprie sorelle. Sono le persone che si incontrano nella vita di un’Associazione come Salute allo Specchio Onlus. Le esperienze, i sorrisi, la forza che può venire dall’affrontare assieme una sfida così complessa vengono raccontate da chi le vive in prima persona: Dr.ssa Valentina Di Mattei, Ricercatrice e Specialista in Psicologia Clinica dell’Ospedale San Raffaele di Milano e Vice Presidente di Salute allo Specchio Onlus  e Rosella Fontana, volontaria di Salute allo Specchio Onlus.

L’importante è condividere

Si dice spesso che c’è un prima e un dopo la diagnosi di un tumore, in particolare se questo attacca un organo femminile legato alla riproduzione come l’ovaio. La diagnosi è un momento che va affrontato nel modo migliore, per poi seguire al meglio il percorso di cura proposto dagli specialisti. E c’è bisogno di nuove amiche che diventano vere e proprie “sorelle di malattia” oltre che compagne di viaggio. “Quando si riceve la diagnosi è difficile portare all’esterno tutto il turbinio di sensazioni che compaiono nell’animo della donna – spiega la Di Mattei. “A volte gli stessi familiari non sanno come porsi e lo stesso può accadere anche con gli amici di una vita. La donna ha bisogno di trovare nel gruppo di persone che vivono la stessa esperienza o comunque possono testimoniare come l’hanno superata, la forza per affrontare il percorso di cure e le trasformazioni che il corpo può subire, prima tra tutte la caduta dei capelli”. Insieme a queste “sorelle” si possono trovare gli stimoli giusti per affrontare questo percorso e comunque si riesce ad aprirsi, a comunicare, a vivere con gli occhi degli altri quanto sta accadendo. “I nostri gruppi aiutano moltissimo in questo senso, tanto che spesso vanno avanti in moto spontaneo anche dopo che il percorso di cura è terminato” riprende la Di Mattei. Ad esempio nascono spontaneamente gruppi di WhatsApp spontanei, che prendono i nomi più curiosi scelti proprio dalle appartenenti. Uno ha preso un nome evocativo, che dice davvero “tutto”: “Cinquanta sfumature di grigio”.

Amiche per la vita

Salute allo Specchio Onlus significa molto per chi decide di fare un tratto di strada, segnato dalla malattia, insieme ad altre donne. “Pensate solo che chi fa parte del gruppo diventa una persona di famiglia, proprio quando i familiari hanno maggiori difficoltà a starti vicino” racconta Rosella, che ha affrontato la malattia ed ora si impegna da volontaria. “Così, quando devi sottoporti a chemioterapia trovi la tua “sorella” che ti viene a trovare o magari altre donne che, sapendo che sei stanca, ti hanno preparato la cena”. È un continuo “dare” qualcosa di sé stesse e della propria esperienza per ricevere cento volte tanto da persone che fino a qualche settimana prima erano “perfette sconosciute” ma, con Salute allo specchio Onlus, diventano pietre miliari nel percorso della vita. “Pensate solo al problema della parrucca da mettere dopo la chemioterapia e alla necessità di sentirsi comunque belle dentro e fuori” riprende Rosella. “Io ho affrontato insieme alle altre donne questo percorso, con fare quasi giocoso, e sono arrivata a donare la mia parrucca ad un’altra persona. Sono convinta che in futuro, se mi servisse di nuovo, saprei scegliere il colore, saprei se preferire ricci o capelli lisci, definirei anche il colore stesso dei capelli. Sempre con l’animo positivo, come ritrovo in ogni incontro di gruppo che per me, che vivo lontana da Milano, è una vera e propria “sorgente” di benessere. A cui non voglio e non posso rinunciare”.

In collaborazione con Salute allo Specchio Onlus

 

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Con le “sorelle di malattia” il tumore si combatte meglio