Vampate di calore in menopausa, anche i muscoli contano per chi ne soffre

Esiste una relazione tra il benessere del tessuto muscolare e le vampate di calore in menopausa: a quali rischi può andare incontro la donna

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Le nostre nonne le chiamavano spesso “caldane”. Un’intensa sensazione di calore sale dal petto verso il viso, la pelle si arrossa, diventa incontrollabile il desiderio di togliersi indumenti per tentare di rinfrescarsi. Le vampate di calore, improvvisi flussi che compaiono nel periodo della menopausa, risalgono verso il torace ed il viso a danno il via ad arrossamenti improvvisi, sono uno dei fastidi più diffusi per le donne in questa età della vita.

Ora una ricerca coreana dice che, almeno sul fronte statistico, ci sarebbe un rapporto con il benessere del tessuto muscolare. E, strano a dirsi, chi ha i muscoli più fragili avrebbe un minor rischio di avere problemi di questo tipo.

Dalla sarcopenia alle vampate

Con l’avanzare degli anni il tessuto muscolare tende a scendere. E a volte la perdita di muscolo può diventare tanto significativa da sfociare in una vera e propria condizione di sofferenza, che gli esperti chiamano sarcopenia.

Naturalmente, in ogni caso, quando noi cresciamo il muscolo cresce con noi, fino a raggiungere il picco massimo intorno ai 30 anni, passati i quali inizia invece lentamente a diminuire. Dai 70 anni in poi, ogni 10 anni, si perde circa il 15% della massa muscolare. E comunque col tempo la forza muscolare e le prestazioni fisiche iniziano a calare intorno ai 45-50 anni. Superati i 75 anni è possibile anche che la forza muscolare sia ridotta del 60% e che la funzionalità fisica sia fino al 30% inferiore rispetto ai più giovani.

Ovviamente un’alimentazione attenta, che non penalizzi troppo l’assunzione di proteine, e soprattutto il movimento regolare (da proporre in base all’età e alle condizioni) sono gli strumenti per ottenere i migliori risultati in termini di prevenzione.

Nella donna, poi, non bisogna dimenticare l’importanza dei mutamenti ormonali che si registrano con il termine dell’età fertile e proprio su questo aspetto si sono concentrati gli esperti del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia del College of Medicine dell’Università della Corea di Seul, che hanno pubblicato i risultati delle loro analisi sulla rivista scientifica Menopause. L’indagine ha preso in esame poco meno di 300 donne tra i 40 e i 65 anni, valutando l’associazione tra la composizione corporea, inclusi grasso e muscoli con le vampate di calore e altri sintomi della menopausa. Ebbene, quando i muscoli sono più “fragili” pare proprio che le vampate siano meno intense e soprattutto meno frequenti.

Va peraltro segnalato che progressivamente, con l’avanzare dell’età, le donne con debolezza muscolare tendono ad avere diversi rischi in più, soprattutto in termini di possibilità di movimento, pericolo di cadute ed altre condizioni. Va detto anche che la lotta al sovrappeso ed il controllo del peso corporeo sono strategie chiave per controllare la situazione: gli eccessi di tessuto adiposo possono ovviamente peggiorare il benessere generale della donna.

Vampate, sudore notturno e rischio cuore

Qualche tempo fa, gli improvvisi flussi di caldo e gli arrossamenti che salgono verso il torace e il viso sono peraltro stati correlati con un maggior rischio di malattie cardiache nelle donne. Secondo una ricerca apparsa su American Journal of Obstetrics and Gynecology e coordinata da Dongshan Zhu e Gita Mishra, le donne che presentano intense vampate di calore e sudorazioni notturne, due tra i disturbi più comuni durante il periodo menopausale, avrebbero un rischio aumentato fino al 70 per cento di andare incontro a crisi di angina, infarti e anche ictus cerebrali.

I sintomi vasomotori della menopausa, quindi, rappresentano un elemento da definire bene con il proprio ginecologo, così come le sudorazioni notturne che, senza alcuna giustificazione legata alla temperatura ambientale, compaiono improvvise a disturbare il riposo. Sempre stando allo studio, il vero problema non sarebbe la frequenza di questi disturbi, quanto piuttosto la loro intensità. I dati derivano da un’analisi che ha preso in esame quanto rilevato in oltre mezzo milione di donne seguite in 25 diversi studi in tutto il mondo.

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