Vaccinazione per il Papilloma virus: a chi e quando serve

Il vaccino che protegge dal Papilloma virus consente di prevenire diversi tumori: a chi è destinato e perché è importante

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Il vaccino che protegge nei confronti di un virus, il Papilloma virus o HPV, consente di prevenire diversi tumori. Ed è destinato agli adolescenti. Ogni anno nel nostro Paese quasi 6.500 casi di tumore sono riconducibili proprio all’HPV: 2.365 alla cervice uterina, 1.900 all’orofaringe, 1.200 alla vulva, 500 al pene, 300 all’ano e 200 alla vagina. Bastano queste cifre a segnalare l’importanza della protezione che può offrire un vaccino che è destinato ed offerto ai giovanissimi.

“La prevalenza dell’infezione è più alta nelle donne fra i 20 e 24 anni – ricorda Adriana Bonifacino, Presidente IncontraDonna Onlus. Il cancro da HPV più conosciuto è quello della cervice uterina, il quinto tumore più frequente nelle under 50.

Attraverso la vaccinazione è possibile interrompere all’origine la catena che dall’infezione porta al cancro e la sua estensione agli uomini consente di proteggere di più anche la popolazione femminile oltre che la popolazione maschile. La profilassi è raccomandata anche nelle donne dai 25 anni, utilizzando per l’occasione l’appuntamento con il primo Pap test.

È importante infatti aumentare non solo i tassi di vaccinazione, ma anche i livelli di adesione allo screening contro il tumore della cervice uterina. A seconda del programma, va eseguito il Pap test ogni tre anni a partire dai 25 anni o il test HPV ogni 5 anni dai 30-35 anni”.

Perché è importante proteggersi

L’infezione da Papilloma virus è la più frequente infezione sessualmente trasmessa – spiega Giancarlo Icardi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Università degli Studi di Genova, già coordinatore del Gruppo vaccini e politiche vaccinali della Società Italiana di Igiene e medicina preventiva (SITI). Si stima che quattro persone su cinque siano infettate dal virus nel corso della vita, sia uomini che donne e l’assenza di sintomi ne favorisce la diffusione.

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