Mentre negli USA la pillola arriva a casa, a Milano arriva la mozione anti-aborto

Dopo Verona, anche a Roma e Milano si vuole discutere la mozione anti-aborto. E negli Stati Uniti inviano le pillole per interrompere la gravidanza direttamente a casa

Mentre a Roma, Milano e Verona arrivano le mozioni anti-aborto, negli Stati Uniti le donne ricevono la pillola per abortire direttamente per posta.

In Italia sono giorni convulsi. A Verona, Roma e Milano sono arrivate le mozioni anti-aborto. La città di Giulietta (corri ragazza, corri!) è stata la prima a vederla approvata: Verona è stata dichiarata “città della vita” e sostiene le associazioni cattoliche contrarie all’aborto. È stata poi la volta di Roma – dove la mozione continua a essere rimandata di settimana in settimana – e adesso tocca a Milano, dove il centrodestra ha firmato per dare “congrui finanziamenti a istituzioni, associazioni e gruppi che sostengono concretamente politiche a favore della famiglia e della vita”. Parallelamente si vuole screditare la legge 194 che tutela il diritto della donna a ricorrere all’aborto. Ovviamente questo non sta accadendo nel silenzio della popolazione. Il movimento femminista Non Una Di Meno ha organizzato varie proteste nel corso di questi giorni. A Verona le donne sono entrate nella sala consiliare vestite come le ancelle di The Handmaids Tales, mentre a Roma ci sono manifestazioni sotto il Campidoglio tutti i giorni. E nemmeno Milano probabilmente starà a guardare.

Negli Stati Uniti sta succedendo qualcosa di differente. Ovviamente anche qui ci troviamo in presenza di un paese pieno di contraddizioni, dove le donne vengono insultate davanti gli ospedali quando vanno ad abortire. Ma dal 2005 esiste un’associazione fondata dalla dottoressa Rebecca Gomberts, chiamata Women in Web, che ha fornito le medicine per eseguire l’aborto a domicilio. Sono oltre 200mila le donne – provenienti da 140 paesi diversi – che hanno abortito facendo richiesta tramite il sito. Per tutto questo tempo l’associazione non ha spedito negli USA a causa degli attivisti anti-aborto. Senza contare che negli ultimi anni sono più di mille le leggi promulgate che restringono il diritto delle donne ad abortire. Periodi di attesa sempre più lunghi, costi più elevati. Insomma, nemmeno i democratici Stati Uniti mandano giù il diritto all’autodeterminazione delle donne.

In tutto questo però, Women on Web ha deciso di lanciare un nuovo servizio per permettere anche alle donne americane di abortire con i loro farmaci. Per paesi come il Guatemala, dove l’aborto non è consentito, sarebbe un grosso passo in avanti. Perché molte non sarebbero costrette a rischiare la vita con l’aborto clandestino.

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