Tumori nei bambini, i passi avanti della scienza

Tumori infantili, quali sono le forme più diffuse e a che punto è la ricerca nel trovare nuove cure

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

La vittoria finale non è immediatamente dietro l’angolo. Ma ogni giorno, passo dopo passo, la ricerca progredisce nella sfida ai tumori che colpiscono i bambini. E’ un messaggio di speranza, pur se la sfida è ancora lunga, quello che viene in occasione dell’International Childhood Cancer Day, la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, un momento istituito dall’Oms per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia che ogni anno viene diagnosticata a circa 400mila bambini e adolescenti nel mondo.

Occorre però continuare sulla strada dell’assistenza sempre più mirata, della ricerca di nuove strategie di cura, del volontariato che tanto fa per i bimbi e le loro famiglie. Ogni anno, in Italia, i tumori in età pediatrica e nell’adolescenza colpiscono circa 1400 bambini e 800 giovanissimi: oggi, secondo quanto ha riportato recentemente Fondazione AIRC, che sta sostenendo 39 progetti e 8 borse di studio in questo ambito per sviluppare terapie sempre più efficaci, personalizzate e meno tossiche per i piccoli pazienti  più di otto bambini su dieci e l’86 per cento degli adolescenti sono in vita cinque anni dopo la diagnosi.

Quali sono le forme più diffuse

I tumori in età pediatrica ed adolescenziali sono globalmente rari. Ma occorre riconoscerli presto, per affrontarli al meglio. Basti pensare in questo senso alla leucemia linfoblastica acuta. Colpisce circa 40 bambini l’anno ogni milione sotto i quindici anni e rappresenta quasi il trenta per cento dei tumori in pediatria. Ma ci sono anche altre forme di leucemia che possono manifestarsi nei più piccoli, come la mieloide acuta e i linfomi.

Quelli Non Hodgkin compaiono soprattutto tra i 7 e gli 11 anni, mentre il linfoma di Hodgkin interessa circa cinque nuovi bambini su un milione ogni anno, soprattutto dopo i dieci anni di età. Esistono, ovviamente, anche i tumori solidi. Il neuroblastoma rappresenta la forma di tumore solido più comune nei bambini di età prescolare e compare quasi sempre entro i due anni di vita. Il sarcoma osseo. Rappresenta il 5 per cento di tutti i tumori solidi nel bambino e compare più spesso tra dieci e i vent’anni.

Il tumore di Wilms colpisce il rene e può manifestarsi in concomitanza con altre malformazioni, come anomalie del tratto urinario. Le statistiche dicono che vengono colpiti 6-7 bambini l’anno ogni milione di persone sotto i quindici anni.

Cosa ha ottenuto la ricerca

I risultati complessivi ottenuti in questo settore sono decisamente incoraggianti. “Le probabilità di sopravvivenza libera da eventi (concetto molto simile alla guarigione) della leucemia linfoblastica acuta, che è il tumore più frequente dell’infanzia, e dei linfomi Hodgkin e non Hodgkin arrivano oggi fino al 90% – spiega Carlo Dufour, direttore del Dipartimento di Emato-Oncologia dell’Ospedale Gaslini di Genova- Anche la sopravvivenza dopo trapianto di midollo osseo, strumento terapeutico utilizzato nelle forme più gravi di emopatie sia maligne sia non maligne (aplasie congenite o acquisite, immunodeficit etc), arriva fino al 85%.

Risultati migliorativi rispetto al passato si ottengono anche nel neuroblastoma e nei tumori cerebrali”. Le percentuali, in questo senso, sono sicuramente significative. Per le leucemie linfoblastiche acute il tasso di sopravvivenza dopo 5 anni è superiore al 95% nelle forme standard e sfiora il 90% nelle forme ad alto rischio B. Nei linfomi non Hodgkin si arriva al 92%, nei linfomi Hodgkin addirittura al 95% .

Il tasso di sopravvivenza dei trapianti di midollo osseo sia nelle malattie neoplastiche, sia nelle non neoplastiche (aplasie, malattie congenite etc) dopo 3.5 anni, supera l’80% e appaiono decisamente migliorati grazie ai moderni protocolli anche i risultati nel neuroblastoma e nei tumori cerebrali.