Tumore, un test del sangue per individuare i primi segni

La procedura di biopsia liquida è stata messa a punto da un team internazionale coordinato dagli esperti di uno spin off di Tor Vergata

Grazie alle analisi del sangue potrebbe essere presto possibile effettuare la diagnosi precoce dei tumori prima che questi inizino a manifestare i loro sintomi.

Si tratta di un traguardo molto importante per cui bisogna ringraziare un team internazionale coordinato dagli esperti di uno spin off di Tor Vergata, ossia l’azienda Bioscience Genomics. Alla base di tutto c’è un semplice test genetico che, secondo i ricercatori, sarebbe in grado di riconoscere le alterazioni dalle quali parte spesso lo sviluppo delle neoplasie, il tutto prima che si palesi qualsiasi sintomo.

Gli esperti, che hanno raggiunto questo risultato tramite uno studio i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista Cell Death & Disease, hanno fatto riferimento all’algoritmo noto con il nome di Hexalife. Si tratta di un brevetto dell’azienda Bioscience che utilizza il sequenziamento del cosiddetto Dna libero circolante (cfDna) con lo scopo di intercettare le alterazioni genetiche potenzialmente in grado di causare la progressione delle cellule cancerose in soggetti sani.

L’efficacia di questa procedura di diagnosi precoce, considerata un grande passo in avanti nell’ambito della biopsia liquida (test effettuati tramite il prelievo del sangue), è stata monitorata su un campione di 114 pazienti clinicamente sani al momento del prelievo del sangue.

L’algoritmo è stato successivamente applicato anche alle analisi ematiche di alcuni soggetti con diagnosi di tumore. Gli studiosi, considerando un periodo di osservazione compreso tra uno e dieci anni, hanno tenuto sotto controllo la salute dei pazienti coinvolti, confrontando i dati dei soggetti che non avevano sviluppato neoplasie con quelli che invece avevano ricevuto una diagnosi di tumore benigno o maligno.

Questa procedura ha permesso di individuare mutazioni potenzialmente patogene in quattro individui sani. I soggetti in questione negli anni successivi hanno ricevuto diagnosi di neoplasie benigne e di cancro al seno invasivo.

Nonostante siano necessari studi prospettici più ampi per inquadrare meglio la sensibilità di questa biopsia liquida, gli esperti puntano molto sullo screening sistematico di soggetti sani come ausilio per la comprensione dei primi eventi che caratterizzano la formazione dei tumori di natura sia maligna, sia benigna.

Concludiamo ricordando che fino ad ora la biopsia liquida era stata impiegata per monitorare la risposta dei pazienti a terapie farmacologiche. Con lo studio che abbiamo citato, è stata usata per la prima volta su persone sane.

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