Tumore al polmone, arriva il test per la diagnosi precoce

L'importante scoperta si deve a uno studio condotto presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

In arrivo una grande svolta nell’ambito della ricerca contro il cancro: grazie a una delle eccellenze mediche italiane, potrebbe presto diventare realtà la diagnosi precoce del tumore al polmone.

Questa tipologia di cancro è la più diffusa al mondo e provoca ogni giorno, sempre a livello globale, circa 3.000 decessi (dati dell’Istituto Europeo di Oncologia). Lo studio bioMILD dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha messo in evidenza un potenziale cambio di passo cruciale nell’approccio a questa neoplasia.

La ricerca in questione è stata infatti iniziata con l’intenzione di scardinare l’idea dell’impossibilità di effettuare una diagnosi precoce. Lo studio, che ricorda il fatto che il rischio di ammalarsi non è il medesimo per tutti i fumatori forti, è stato condotto su un campione di 4.000 persone.

In questo gruppo sono stati inclusi individui abituati a fumare in media un pacchetto di sigarette al giorno da almeno 30 anni, ma anche soggetti avvezzi – sempre da non meno di tre decenni – a fumare circa 30 sigarette al dì.

Tutte le persone coinvolte – aventi un’età media superiore ai 55 anni e reclutate dal 2013 in poi – sono state sottoposte a TAC spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT) e a test microRNA su campioni di sangue. Quando si nominano le microRNA, si inquadrano delle molecole di piccole dimensioni che vengono rilasciate sia dal sistema immunitario, sia dall’organo colpito dalla neoplasia, il tutto nella fase precoce della malattia.

A seguito di due cicli di controlli, il 58% dei partecipanti è risultato negativo e associato a un rischio basso di ammalarsi di cancro al polmone. Nel 37% dei casi, gli studiosi hanno invece riscontrato positività a solo uno dei due esami (rischio medio). Un livello di rischio alto è stato invece individuato nel 5% dei soggetti inclusi nel campione, risultati positivi a entrambe le procedure di screening.

Il Dottor Ugo Pastorino, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori e tra gli autori della ricerca, ha commentato i risultati facendo presente che, per la prima volta, è stato possibile sia profilare il rischio di incorrere nella diagnosi di cancro al polmone, sia rendersi conto che tale percentuale può cambiare da persona a persona e prescinde dall’esposizione al fumo.

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