Tumore della prostata, un nemico che si vince in coppia

Tumore alla prostata: l'importanza della donna nell'aiutare il proprio compagno a riconoscere i segnali d'allarme e ad effettuare i controlli

Federico Mereta Giornalista Scientifico

In Italia, più della metà della popolazione maschile (esattamente il 53%) teme il tumore alla prostata e il 62% è a conoscenza dell’importanza di effettuare regolari visite di controllo dall’urologo. Eppure, nonostante la paura, l’80% degli italiani non ha mai effettuato una visita specialistica.

Eppure basta poco: si fa un esame del sangue, si misura il PSA (la sigla sta per Antigene Prostato Specifico) e se i valori sono elevati si va dall’urologo. Per la diagnosi precoce del tumore della prostata, che si traduce in maggiori possibilità di cura, un semplice controllo può essere fondamentale. Solo che l’uomo spesso dimentica la prevenzione, ed occorre al suo fianco una donna che ricordi quanto questa può essere importante. È il messaggio che viene da Qui Pro Quo, web sitcom in 5 puntate che tratta con ironia e leggerezza l’imbarazzo degli uomini adulti nel prendersi cura in generale della propria salute e in particolare di quella urogenitale.

Tumore alla prostata: la donna determinante nella prevenzione

“La donna riveste una funzione determinante nel promuovere la prevenzione di certi problemi di salute che possono colpire il partner, come il tumore della prostata – spiega Francesca Merzagora, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (ONDA). La donna è abituata a parlare in modo aperto e libero di problemi riguardanti la salute dell’apparato uro-genitale e con altrettanta libertà e delicatezza può avvicinare il compagno a queste tematiche suggerendogli ad esempio di confidare i propri timori e di recarsi insieme dal medico per un controllo alla prostata, magari facendo leva sul desiderio di invecchiare insieme e in salute e di rimanere anche sessualmente attivi”.

Tumore alla prostata: donna portatrice della cultura della buona salute

Sulla stessa linea si propone Maria Laura De Cristofaro, Presidente “Europa Uomo Italia Onlus”. “In questa campagna, uomini e donne si sono alleati perché la donna è portatrice di cultura della buona salute e del prendersi cura del proprio corpo, dentro e fuori le mura domestiche e trasmette queste conoscenze ai figli, femmine e maschi – racconta”. D’altro canto, spesso è proprio la partner a rendersi conto, anche parlando, che qualcosa non va per il meglio.

Tumore alla prostata: l’importanza dei segnali d’allarme

È fondamentale che l’uomo sappia percepire i segnali d’allarme che il corpo invia. Difficoltà a urinare, in particolare ad iniziare la minzione, stimolo frequente ad urinare specie di notte, difficoltà a mantenere un flusso costante (getto debole o intermittente), sensazione di non riuscire a svuotare del tutto la vescica, dolore quando si urina o durante l’eiaculazione, sangue nelle urine o nello sperma. Sono questi i campanelli d’allarme che possono essere intercettati meglio grazie al supporto della partner. La prevenzione prevede il semplice dosaggio del marcatore PSA e la visita urologica ogni due anni dopo i 50 anni di età. L’urologo è la figura di riferimento insieme al medico di base e  il ‘regista’ dei possibili approfondimenti diagnostici successivi.

Tumore alla prostata: giocare d’anticipo salva la vita

La prevenzione è fondamentale per intercettare il tumore della prostata in fase iniziale e garantire al paziente una buona probabilità di guarigione. Per questo serve consapevolezza e attenzione ad eventuali sintomi sospetti. “Diagnosi precoce, sorveglianza attiva e molteplici approcci terapeutici altamente personalizzati sono le chiavi del successo – fa sapere Stefania Gori, Direttore di Oncologia Medica Ospedale Sacro Cuore-Don Calabria, Negrar, Verona – La sorveglianza attiva, scelta che va sempre condivisa con il paziente, è una strategia di trattamento differito che si basa su uno stretto monitoraggio del PSA, la ripetizione periodica di biopsie prostatiche e della visita clinica al fine di rilevare tempestivamente l’eventuale progressione della malattia e avviare poi il paziente ad eventuale trattamento locale con intento ‘radicale’. In fase avanzata di malattia invece, si può ricorrere all’ormonoterapia, associata o meno alla chemioterapia e, in caso di metastasi ossee, a farmaci che inibiscano il riassorbimento osseo e il danno scheletrico (che provoca spesso dolore e/o fratture) oppure alla radioterapia o alla terapia radio-metabolica”.

Tumore alla prostata: una campagna da vivere in due

La web sitcom, in cinque episodi, è il fulcro della campagna di sensibilizzazione “QUI PRO QUO Salute della prostata: stop agli equivoci, sì alla prevenzione”, promossa da Europa Uomo Italia Onlus e ONDA – Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, con il patrocinio di Fondazione AIOM, SIU – Società Italiana di Urologia, SIUrO – Società Italiana di Urologia Oncologica, AIRO – Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica, AURO – Associazione Urologi Italiana, FFO – Fondazione per la Formazione Oncologica e il contributo incondizionato di Astellas.  Per parlare del tumore della prostata e sfatarne i falsi miti, la web sitcom diretta da Alessandro Bardani e Paola Pessot racconta le vicende di una coppia di mezza età in stile “Sandra e Raimondo”: Francesco, interpretato da Francesco Paolantoni, ed Emanuela (Emanuela Rossi) sono una coppia di mezza età che vive gli alti e bassi di una relazione di lunga data. Il tema della prevenzione della salute maschile si inserisce nelle dinamiche di una coppia litigiosa, ma l’affetto che li unisce sarà la chiave per spingere lui a fare i passi giusti verso la prevenzione.

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