Tumore del polmone, come prendersi cura della donna

"Ne ho pieni i polmoni" è la campagna di sensibilizzazione promossa da Walce Onlus per il mese di novembre, con testimonial del mondo dello sport e dello spettacolo

Novembre. Come ogni anno, torna il “Mese di sensibilizzazione mondiale del tumore al Polmone”. E riparte la nuova campagna di comunicazione promossa da WALCE Onlus, (Women Against Lung Cancer in Europe – Donne contro il tumore al polmone in Europa), associazione nata per informare, sostenere e supportare pazienti e familiari nella lotta contro il tumore al polmone. L’obiettivo è sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e sulla necessità di rispondere ai bisogni dei pazienti, che sempre più spesso sono donne. Lo dicono le cifre. “Nel periodo della pandemia da Covid-19 in Italia abbiamo registrato un milione di fumatori in più” spiega Silvia Novello, Ordinario di Oncologia all’Università di Torino e Presidente di Walce Onlus. “In Italia oggi ci sono 11 milioni e 300mila fumatori, di cui 5 milioni e 800mila donne. E proprio tra le donne si è registrato un aumento di incidenza e mortalità di questa forma tumorale”.

Una campagna vicino ai pazienti

A fronte dei progressi delle terapie e della possibilità degli esperti di ottenere una vera e propria carta d’identità dei diversi tipi di tumore e quindi studiare trattamenti mirati in base alle loro caratteristiche, rimangono tanti bisogni che debbono trovare risposta. In questo senso si inserisce il progetto “SemplicementeIO”. “E’ un’iniziativa vicina ai pazienti perché si occupa di quello che non è “terapia” in senso classico, ma è altrettanto importante in termini di qualità di vita” riprende l’esperta. “Pensate solamente alla possibilità di gestire al meglio gli effetti collaterali, di poter avere il trasporto in taxi insieme a chi presta assistenza in famiglia, di poter disporre di una consulenza nutrizionale con ricette semplici che possono aiutare in particolare chi ha una malattia localmente avanzata e quindi necessita di un’alimentazione mirata”. Insomma, c’è bisogno di accendere i riflettori su questa patologia, cominciando dall’inizio con i giusti comportamenti che consentono di limitare i rischi. E la sfida al vizio del fumo, in questo senso, è il primo passaggio chiave da ricordare. A tutte le età. Su questo solco si inserisce la nuova campagna di WALCE Onlus “Ne ho pieni i polmoni” che punta a sensibilizzare e informare giovani e adulti su diversi aspetti relativi alla diagnosi e al trattamento del tumore al polmone, visibile nel mese di novembre sui canali social di WALCE Onlus, Instagram e Facebook, con una pianificazione media ad hoc. A supportare la campagna di sensibilizzazione alcuni personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo: Milena Baldassarri, Caterina Balivo, Cristina Chirichella, Francesca Dallapè, Aurora Galli, Serena Garitta, Manuela Giugliano, Mike Maric, Simone Nolasco, Giorgia Palmas, Federica Panicucci, Giulia Pauselli, Massimiliano Rosolino. Con una sfida social “a pieni polmoni”, cercheranno di leggere tutto d’un fiato un testo con alcuni dei luoghi comuni e falsi miti più diffusi sul tumore al polmone, per alzare l’attenzione su questa neoplasia tanto diffusa ma poco conosciuta.

Be MuTual Days, il paziente è protagonista

Tra le diverse iniziative, per la prima volta in Italia, si tiene Be MuTual Days, evento interamente dedicato ai pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule, con alterazione molecolare specifica che guida la terapia in stadio avanzato.  “L’iniziativa nasce da un bisogno dei pazienti e dei familiari di incontrarsi e confrontarsi su tematiche comuni, per provare a disegnare piani d’azione che possano facilitare l’accesso al test genetico, ai farmaci innovativi e ai protocolli clinici così come favorire una completa presa in carico dei pazienti e dei loro bisogni” fa sapere Silvia Novello. “È indubbio che in Italia, a differenza di altri Paesi Europei e a differenza degli Stati Uniti, non esistono forti Associazioni di pazienti specificatamente impegnate sulle singole alterazioni molecolari quali EGFR, ALK, ROS, BRAF e altre. Per questo WALCE facilita e organizza questo incontro che li vedrà tutti insieme, provenienti da molte città italiane, con i loro familiari e la possibilità di interagire direttamente con personale medico e infermieristico, con psicologi, rappresentanti di società scientifiche e istituzioni per un momento di confronto e di discussione”.

Tra i temi sotto la lente d’ingrandimento vi sono le principali novità sulla patologia che interessa questi pazienti, quindi sulle terapie a bersaglio molecolare in ambito di diagnosi e cura. Inoltre si parla dell’importanza degli studi clinici e del ruolo dei pazienti anche nei processi di approvazione della sperimentazione clinica. Molti sono gli studi clinici attivi in Italia, eppure un terzo dei pazienti non sente mai parlare di sperimentazione clinica in tutta la loro storia di malattia. “Anche la terapia di supporto è un tema poco affrontato: spesso ci concentriamo sui nuovi test, sui nuovi farmaci, trascurando tutto quello che accompagna le cure, dalla terapia del dolore, al trattamento della tosse, la fatigue e altri sintomi, fino al supporto psicologico” conclude Silvia Novello. ”Con una morale finale: è importante non solo curare ma “prendersi cura” della persona malata”.

In collaborazione con WALCE Onlus – Women Against Lung Cancer in Europe

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