Tumore del colon-retto: quando, come e perché fare lo screening

La diagnosi precoce del tumore al colon-retto dà il 90% di possibilità di sopravvivenza. Un test indolore permette di conoscere se si è a rischio

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Arrivare presto, in caso di tumore, significa salvare la vita. Quanto meno è diffuso il male, tanto più le cure possono essere più radicali ed efficaci. Per questo la diagnosi precoce rappresenta uno strumento irrinunciabile della sanità moderna.

Come per la mammella si punta sulla mammografia, eventualmente integrata con l’ecografia, e per l’utero oltre al Pap-test si effettua il più moderno HPV-test, anche per l’intestino esiste una “sentinella” che può mettere in guardia. È un test del tutto indolore, che, se positivo, può indirizzare verso approfondimenti mirati. È il controllo della presenza del sangue occulto nelle feci: bastano pochi minuti per conoscere se si è a rischio.

La sanità pubblica offre il controllo a chi si trova nella fascia d’età in cui l’esame ha più significato, ovvero tra i 50 e i 70 anni, a cadenza biennale. Ma ancora molte persone non si sottopongono al test. Per questo parte la campagna  “Colon Action! La prevenzione del tumore al colon-retto non può aspettare!”, di Europacolon Italia.

Tumore al colon-retto: come individuarlo

Il tumore del colon-retto può essere facilmente prevenuto ed efficacemente curato se individuato in stadio precoce e lo screening è in grado di cambiare sensibilmente la prognosi di questa patologia. La maggioranza dei tumori del colon-retto originano infatti da lesioni precancerose, i cosiddetti polipi: individuare queste lesioni prima che possano evolvere in forme maligne o asportarle quando sono già trasformate ma ancora in fase iniziale è l’obiettivo primario dello screening. La persona che riceve la diagnosi di un tumore allo stato iniziale ha, infatti, il 90 per cento di possibilità di sopravvivere alla malattia.

“Complessivamente in l’Italia viene invitato ad eseguire lo screening il 76 per cento della popolazione target con un’adesione al 42 per cento – è il commento di Claudio D’Amario della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute – tuttavia questo risultato insoddisfacente è soprattutto dovuto alla inadempienza delle regioni meridionali che invitano neanche il 45 per cento della propria popolazione che, d’altra parte, aderisce per meno del 30 per cento. Ciò a fronte di una copertura degli inviti che è del 95-96 per cento al nord e al centro con una risposta di adesione che al nord è del 50 per cento (standard di qualità accettabile secondo le linee-guida europee)”.

Proprio a causa della scarsa adesione agli screening, l’87 per cento dei pazienti in Europa è diagnosticato quando il tumore è già al secondo e terzo stadio stadio: peraltro, solo il 13 per cento dei pazienti europei riceve la diagnosi al primo stadio contro il 20 per cento di quelli italiani.

Come prevenire il tumore al colon-retto

Alimentazione sana e tanto, tanto movimento. Sono queste le ricette semplici che ogni persona può mettere in atto per prevenire il tumore del colon-retto (circa 49.000 casi in Italia nel 2019). Ancor più attenzione deve prestare a queste regole per il benessere chi ha avuto casi della malattia in famiglia.

Gli stili di vita e la familiarità rappresentano i principali fattori di rischio di incidenza del tumore colorettale – spiega Gaetano lanzetta, oncologo della Fondazione Aiom. Circa il 40 per cento dei tumori è prevenibile attraverso l’adozione di stili di vita sani. Oltre alla dieta riveste particolare importanza l’attività fisica, in grado di ridurre la mortalità e il rischio di tumori del colon del 60 per cento per cento È poi fondamentale seguire sempre una dieta sana ed equilibrata”.

Ecco qualche indicazione in questo senso: se potete, consumate regolarmente frutta e verdura soprattutto crude, legumi e cereali integrali. Attenzione invece agli alimenti ricchi di sale, alle bevande zuccherate, alle carni rosse corre alla brace e più in generale agli alimenti molto calorici, perché ricchi di zuccheri e grassi. Per il vino, meglio non superare il classico bicchiere al giorno.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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