Tumore al collo dell’utero, arriva l’auto-screening preventivo

L'importante traguardo è stato raggiunto grazie al lavoro di un team attivo presso la Queen Mary University di Londra

Quarta neoplasia più diffusa a livello mondiale tra le donne, il tumore alla cervice uterina riguarda soprattutto la popolazione femminile di età compresa tra i 15 e i 44 anni. Grazie alla Dottoressa Belinda Nedjai, Direttrice del Laboratorio di Epidemiologia Molecolare della Queen Mary University di Londra, è diventato realtà un test casalingo finalizzato a individuare le lesioni pre-cancerose.

Noto con il nome di S5, questo auto-screening è stato presentato ufficialmente nei giorni scorsi durante i lavori della NCRI Cancer Conference, che si è svolta a Glasgow dal 3 al 5 novembre. La procedura di screening attualmente disponibile prevede il ricorso al pap test.

In caso di esito positivo, ossia nell’eventualità di diagnosi di papilloma virus, la paziente viene invitata a sottoporsi a un successivo esame, ovvero la colposcopia. Grazie ad essa, è possibile individuare le lesioni pre cancerose vere e proprie.

Il test S5 promette la gestione di tutto questo iter a casa. Lo scopo della Dottoressa Nedjai è stato fin da subito quello di intercettare la popolazione femminile che salta i controlli periodici (in Gran Bretagna è ai massimi livelli da 20 anni a questa parte). Fino ad ora, l’efficacia di questo auto-screening è stata testata su un numero limitato di donne. Si tratta di preciso di 620 pazienti in cura presso il Royal London Hospital e con risultati anomali del pap test o diagnosi di HPV.

Cosa è venuto alla luce? Che la procedura messa a punto dalla Dottoressa Nedjai si contraddistingue per un buon livello di accuratezza sia per quanto riguarda l’individuazione delle lesioni, sia per quel che concerne il riconoscimento di quelle potenzialmente pericolose, che devono essere rimosse tempestivamente con lo scopo di prevenire la formazione di vere e proprie neoplasie. I risultati sono stati commentati dalla Nedjai stessa, che ha ricordato il buon funzionamento del test sia sui campioni di urine, sia sui campioni di tessuto vaginale.

Secondo quanto rivelato dal team che ha contribuito alla sua messa a punto, questo auto test per la prevenzione del tumore alla cervice uterina potrebbe essere immesso sul mercato entro cinque anni. Non si sa ancora se sarà considerato un’opzione integrativa alle procedure di screening attualmente disponibile o un’alternativa ad esse. Prima di arrivare a questo traguardo è però necessario un test su almeno 10.000 pazienti.

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