Tumore allo stomaco: come il batterio dell’ulcera lo scatena

Nuovo studio sull'Helicobacter pylori e il suo legame con la formazione di cellule tumorali nello stomaco

L’Helicobacter pylori finisce nuovamente sotto la lente d’ingrandimento degli studiosi. Il batterio è legato al tumore allo stomaco.

L’ulcera peptica è la più diffusa e consiste in una lesione della mucosa, che può avvenire all’interno dello stomaco o dell’intestino tenue, nello specifico nella prima parte, ovvero il duodeno. Una condizione spesso causata da un noto batterio responsabile dell’infiammazione a livello gastrico: l’Helicobacter pylori.

Per quanto non rappresenti una causa scatenante, questo germe favorisce lo sviluppo del tumore allo stomaco, come rivelato dallo studio internazionale coordinato dall’immunologo Mario Milco D’Elios dell’Università degli Studi di Firenze e Marina de Bernard dell’Università di Padova.

L’Helicobacter pylori si trasmette facilmente, attraverso alimenti o acqua ad esempio, con le percentuali che aumentano considerevolmente in caso di condizioni d’igiene scarse. Potenzialmente si corre dunque il rischio di ritrovarsi nella stessa condizione più volte, il che spiega come non si possa ritenere una cura antibiotica (in grado di eliminare il batterio) bastevole per considerarsi al sicuro dal rischio tumore allo stomaco.

Sono anni ormai che il batterio viene studiato con grande attenzione, analizzandone tutti i potenziali effetti. Studi recenti hanno indicato come possa aumentare di circa sei volte il rischio di tumori in una sezione distante dall’ingresso dello stomaco, il cardias. Secondo altre pubblicazioni invece la sua presenza garantirebbe un effetto protettivo, data la capacità di ridurre i livelli di acidità nei succhi gastrici. Questi di conseguenza avrebbero un effetto meno irritante sulle pareti dello stomaco, riducendo quegli stimoli nocivi che possono scatenare lo sviluppo di cellule tumorali.

Lo studio anticipato da Ansa interviene proprio su tale tematica, evidenziando come l’Helicobacter pylori sia in realtà in grado di stimolare un’infiammazione cronica a livello gastrico. Questa non offre alcuna protezione e anzi si tramuterebbe in un elemento cruciale per la formazione di un tumore, al punto da spingere D’Elios a dichiarare: “Si tratta di fatto dell’aspetto più importante per lo sviluppo del cancro”.

Lo studio ha analizzato i tessuti gastrici ottenuti da pazienti che hanno sofferto di tumore allo stomaco, confrontando le loro condizioni con tessuti da individui sani. Ricostruendo la catena degli eventi, si è infine giunti al batterio e alle proteine infiammatorie che è in grado di attivare.

 

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