Tumore al seno, scoperto un nuovo meccanismo per fermarlo

Grazie a un'equipe dell'Università del Texas, è stata scoperta una molecola che potrebbe fermare i tumori causati dalla mutazione ereditaria del gene BRCA1

Grazie a uno studio statunitense, è stata scoperta l’esistenza di una molecola che potrebbe fermare le forme di tumore al seno causate dalla mutazione ereditaria del gene oncosoppressore BRCA1.

La mutazione in questione è la stessa di cui è portatrice l’attrice Angelina Jolie, che ha deciso di sottoporsi nel 2013 a una doppia mastectomia preventiva, seguita due anni dopo da un’ovariectomia.

Lo studio che ha permesso la scoperta di una molecola che potrebbe “spegnere” forme di tumore come quella che avrebbe potuto colpire la ex moglie di Brad Pitt è stato condotto da un’equipe scientifica attiva presso l’Università del Texas a San Antonio. I dettagli del lavoro sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

La molecola individuata dagli studiosi è nota come micro-Rna (Mir) 223-3p. Il suo ruolo è molto importante: grazie ad essa, alle cellule sane viene di fatto impedito di commettere errori. La sudetta molecola concretizza la sua azione nel momento in cui è “impegnata” a riparare il DNA delle cellule stesse.

La situazione diventa difficile nel momento in cui è presente la mutazione del cosiddetto “gene Jolie”, capace di reprimere il meccanismo sopra descritto. L’equipe dell’Università del Texas, coordinata dal Dottor Gayathri Srinivasan, è però riuscita a bypassare l’ostacolo. Aggiungendo la molecola micro-Rna (Mir) 223-3p, gli studiosi sono riusciti a portare alla morte le cellule tumorali caratterizzate dalla mutazione genetica BRCA1.

Il successo in questione è legato al fatto che la molecola micro-Rna (Mir) 223-3p ha un comportamento che può essere paragonato a quello di un interruttore della luce. I ricercatori che hanno condotto lo studio hanno infatti notato che è in grado di disattivare le proteine chiave nei processi di divisione cellulare dei tumori contraddistinti dalla mutazione del gene BRCA1.

Questa scoperta, significativa anche per la lotta contro il tumore all’ovaio, rappresenta una svolta nella ricerca incentrata sulla neoplasia con maggior incidenza in Italia. Come ricordato dal rapporto Aiom, nel 2018 il cancro al seno ha colpito più 50.000 donne nel nostro Paese. Rispetto ai primi anni del ventunesimo secolo, l’incidenza risulta in leggero aumento (+ 0,3% dal 2003 al 2018). In calo è per fortuna la mortalità, che diminuisce dello 0,8% circa ogni anno.

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