“Tirarsela” fa bene, ma non con tutti: uno studio spiega il perché

Riservatezza e modestia se si traducono in mancanza di comunicazione possono avere effetti negativi, più dell'eccessivo entusiasmo

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Ci sono persone che, di fronte ad un successo o ad una vicenda che le vede protagoniste in positivo, tendono a non comunicarlo agli altri. C’è il timore di sentirsi eccessivamente “entusiasti”, di volersi creare un’immagine troppo positiva, di sentirsi giudicate. Ci sono invece altri individui che hanno la tendenza a manifestare subito e con grande foga anche il più piccolo risultato. Sono le persone che “se la tirano” e che a volte vengono giudicate negativamente per questa loro modalità di comunicare ogni successo.

Se avete difficoltà a sopportare chi si comporta così, sappiate che l’eccessiva modestia non è sempre un pregio. Così facendo, infatti, si escludono gli amici e chi vi sta vicino da ciò che di positivo riuscite a creare. A dirlo è una ricerca condotta dagli scienziati dell’Università del Michigan, pubblicata su Journal of Personality.

“Tagliare fuori“ può essere negativo

L’eccessiva modestia, che a volte si trasforma in mancanza di comunicazione, può non essere quindi sempre un bene. Soprattutto se ad essere lasciati fuori sono i familiari più stretti o gli amici del cuore. In questi casi, a volte, anche fare la parte degli “spacconi” può avere significato anche perché se queste persone vengono a sapere da un terzo quanto avete fatto possono sentirsi sminuiti nella vostra attenzione.

Insomma, ci vuole attenzione e un pizzico di intelligenza quando si pensa di tenere per sé un risultato ottenuto. Altrimenti c’è il rischio di “sbagliare” comunque, anche tenendo nascosti i successi. Per giungere a questi risultati gli esperti coordinati da Todd Chan, che ora lavora presso Facebook, hanno lavorato sulle reazioni occorse in seguito alla visione di nove diverse vignette, presentate a oltre 2000 persone.

Ovviamente nello studio l’uso dei social media è stato particolarmente spinto. Un esempio di quanto avvenuto? Si è proposta una situazione in cui, alla domanda di un amico sull’andamento dell’attività professionale, il protagonista ha risposto sommessamente che tutto va bene. Poi, il giorno dopo, sui social sono apparsi i numerosi complimenti dei colleghi sull’avvenuta promozione sul lavoro.

A tutti i partecipanti allo studio è stato chiesto quindi come avrebbero percepito la conversazione se si fossero trovati al posto di chi si è sentito rispondere un laconico “va tutto bene”. Ed è emerso che appunto, amici e parenti stretti hanno “sofferto” la mancanza dell’informazione, anche se per chi la viveva poteva sembrare un modo di “tirarsela”. Insomma: almeno con gli amici veri e i parenti stretti dare buone notizie, a rischio anche di sembrare eccessivamente “entusiasti” è sicuramente positivo.

Il rischio è di “sminuire” gli altri

Spiegare questa reazione, specie per chi è molto riservato e non vuole trovarsi nella condizione di essere considerato il classico “spaccone” da parte delle persone cui vuol bene, non è semplice.

Sul fronte psicologico, comunque, non bisogna mai sottovalutare il possibile effetto negativo della mancanza di coinvolgimento nell’entusiasmo. Nell’esperimento, chi ha partecipato è stato molto peggio per non essere stato messo direttamente al corrente dalla persona che ha avuto un importante passo avanti professionale piuttosto che trovarsi in difficoltà a percepirne la gioia. Consiglio finale: attenzione a non “svalutare” troppo gli amici per non testimoniare l’entusiasmo. A volte, la riservatezza può giocare brutti scherzi.

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