Spondilite anchilosante: cos’è, sintomi e conseguenze

Scopriamo cos'è la spondilite anchilosante, una malattia debilitante che ha fra i suoi sintomi il mal di schiena

La spondilite anchilosante (SA) è una patologia infiammatoria cronica che colpisce la colonna vertebrale e le articolazioni portando a conseguenze che possono essere anche gravi.

Questa malattia comporta un forte dolore, soprattutto alla schiena, rigidità e limitazione nei movimenti, tanto che può diventare invalidante. Oggi le cause della spondilite anchilosante non sono ancora note, l’unica certezza è che questa patologia potrebbe avere un’origine genetica.

Quali sono i sintomi della spondilite anchilosante? Questa sindrome ha fra i suoi campanelli d’allarme una lombagia infiammatoria. Solitamente chi ne soffre avverte un forte dolore nella zona lombare che si estende velocemente in tutta la schiena. Il dolore il più delle volte si associa anche ad una fastidiosa rigidità mattutina che non migliora con il riposo, ma esclusivamente con l’esercizio fisico.

Nelle forme più gravi della malattia chi soffre di spondilite anchilosante assume una posizione flessa e si trova a fare i conti con rigidità e limitazione funzionale. Fra i problemi collegati alla patologia troviamo la tendinite, artrite e gonfiore nelle aree di anca, caviglia, ginocchio e spalla.

Altri sintomi della spondilite anchilosante sono malattie infiammatorie intestinali, insufficienza respiratoria, febbre, stanchezza, perdita di peso e dell’appetito. Considerando questo quadro clinico è facile intuire come giungere ad una diagnosi sia particolarmente difficile. Solitamente i primi segnali si possono cogliere grazie alle analisi del sangue e alla presenza di valori alterati del VES e del PCR, che registrano l’esistenza di un’infiammazione.

Per una diagnosi precoce inoltre potrebbe essere utile una risonanza magnetica nucleare (Rmn) capace di evidenziare un’infiammazione nelle articolazioni e nella colonna. Qual è la cura contro la spondilite anchilosante? Il principale obiettivo è quello di ridurre il dolore, ma anche le complicanze associate e la limitazione funzionale. La terapia è utile per migliorare la flessibilità della spina dorsale e la postura, tramite l’attività fisica.

Solitamente vengono prescritti dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che hanno come scopo quello di ridurre dolore e rigidità. Vengono prescritti anche corticosteroidi sistemici e infiltrazioni, utili soprattutto in caso di infiammazione localizzata.

Spondilite anchilosante: cos’è, sintomi e conseguenze