Smartphone ai bambini: sì ma con giudizio

I pediatri consigliano di limitare l'uso di smartphone e tablet ai bambini, stabilendo regole e tempistiche chiare sul loro utilizzo

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Che siano smartphone o tablet, i bambini sono sempre più avvezzi a “giocare” oppure a rilassarsi con i dispositivi elettronici. Ma, anche se a volte servono per la scuola e possono aiutare nelle ricerche, non bisogna mai esagerare. A ricordarlo, qualche tempo fa, sono stati gli esperti della Società Italiana di Pediatria. E se durante le vacanze si sono lasciati andare i controlli, è arrivato il momento di dare qualche regola, pur senza negare la potenziale utilità dei device.

Qualche regola per aiutarli

C’è un dato che deve mettere in guardia, e viene da una ricerca condotta alla Birbeck University di Londra, apparsa su Scientific Reports. Stando all’indagine, che ha preso in esame piccoli con meno di tre anni attraverso un questionario realizzato con i genitori, l’effetto “collaterale” più significativo dell’eventuale abuso di questi strumenti sta nella possibile riduzione delle ore dedicate al sonno.

Stando ai risultati dell’indagine, per ogni ora che si passa davanti alla luce di dispositivi elettronici cala di un quarto d’ora il tempo dedicato al riposo. È vero che si può recuperare con il sonnellino pomeridiano, ma in tempi di scuola meglio che il passaggio tra le braccia di Morfeo sia protratto per il tempo necessario, anche perché la notte, oltre a portare consiglio, aiuta anche a memorizzare, eliminando durante il sonno i ricordi “inutili” che potrebbero accatastarsi nel cervello.

Come detto, sul fronte della possibile “dipendenza” da tablet gli esperti sono concordi. Secondo Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), che aveva lanciato un avvertimento prima delle vacanze, per bambini ed adolescenti occorre  delimitare il perimetro dell’uso di smartphone, cellulari e simili da parte dei bambini e degli adolescenti.

“Raccomandiamo ai genitori di mantenere sempre una comunicazione efficace con i propri figli, perché una buona relazione contribuisce a favorire un corretto uso delle tecnologie digitali – fa sapere l’esperto. Ma è indispensabile anche stabilire regole e limiti chiari nell’utilizzo dei media device:”.

Consigli pratici per affrontare questa situazione. In primo luogo è fondamentale parlarsi. Occorre spiegare ai ragazzi cosa vuol dire un utilizzo positivo e intelligente di questi dispositivi, prestando attenzione ai contenuti che vengono pubblicati e letti e ricordando loro che è indispensabile proteggere la privacy online per tutelare se stessi e la propria famiglia.

Poi il genitore dovrebbe monitorare il tempo che il proprio figlio spende su tablet, smartphone e pc, imparando per primo le tecnologie a disposizione per poterle comprendere per quanto è possibile, giocando insieme a lui e condividendo per quanto possibile le attività.

Fondamentale è anche porre limiti e regole chiare. Occorre limitare il tempo di utilizzo di smartphone, tablet e pc durante il giorno o nei fine settimana, stabilendo orari precisi di divieto per esempio durante i pasti, i compiti e le riunioni familiari. Altrettanto importante è dare il buon esempio: per questo mamme e papà dovrebbero limitare per primi l’utilizzo di smartphone quando si è in famiglia e durante i pasti.

Se necessario, chiedete al pediatra

L’iperattività concentrata sugli smartphone può diventare dannosa per la salute psicofisica. Quindi è importante parlare con il “medico dei bambini” dell’argomento. A certificarlo sono una serie di recenti studi scientifici condotti in tutti il mondo, raccolti proprio dalla Società Italiana di Pediatria.

La maggior parte delle ricerche è stata condotta negli Usa e in Paesi asiatici come Cina e Corea, che per primi hanno sperimentato la diffusione su ampia scala delle tecnologie digitali. In Corea – dove la dipendenza da smartphone è riconosciuta come una vera e propria patologia al pari di quella dall’alcol o dalla droga – l’8,4 per cento degli adolescenti ne soffre.

“Le regole valgono prima di tutto per i genitori i quali dovrebbero dare il buon esempio – ricorda Elena Bozzola, Segretaria Nazionale Sip. Genitori e pediatri dovrebbero inoltre fare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme tra i quali frequenti mal di schiena, mal di testa, modifiche nei ritmi del sonno, bruciore e lacrimazione degli occhi, mancanza di interessi e incapacità di staccarsi dallo smartphone. Inoltre, i pediatri dovrebbero utilizzare i controlli pediatrici come momento per approfondire questi aspetti, facendo domande sulla vita online dei ragazzi, incoraggiandoli a coltivare le relazioni “vere” e informandoli sulle possibili conseguenze di un uso improprio dello smartphone”.

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