Shopping compulsivo, arriva la cura: è una pillola contro l’Alzheimer

La cura per lo shopping compulsivo arriva da quella per l’Alzheimer. Succede spesso che gli effetti collaterali di un farmaco studiato per la cura di una malattia si rivelino benefici per altri tipi di malattie.

E’ questo il caso della memantina, una sostanza normalmente usata per la cura dell’Alzheimer: nel corso di una sperimentazione condotta dagli psichiatri dell’Università del Minnesota su soggetti dai 19 ai 59 anni di età a cui era stata diagnosticata la sindrome dello shopping compulsivo questo farmaco si è rivelato utile per curare la loro dipendenza da shopping.
 

Dopo otto settimane, l’esperimento ha rilevato che sotto l’effetto della memantina gli affetti da shopping-mania dimezzavano le ore spese nei negozi (prima le ore spese nel loro passatempo preferito erano 38 alla settimana) e facevano molti meno acquisti, senza soffrire di alcun effetto collaterale, se non quello di mantenere inalterato il peso del portafoglio, il che in tempi di crisi è un effetto particolarmente desiderabile.
 

"In generale – si legge nella relazione degli studiosi – oltre al dimezzamento dello shopping senza freni si è determinata anche una riduzione del livello di impulsività dei pensieri e dei comportamenti legati a questo disturbo".

Lo shopping compulsivo, registra la ricerca, "colpisce fino al 5,8% degli adulti, dei quali l’80% sono donne. Le persone che hanno partecipato allo studio guadagnavano in media 40.000 dollari all’anno, ma bruciavano’ il 61% del loro reddito, per lo più in vestiti".
 

Qual è il meccanismo secondo cui questo farmaco è così benefico per i malati di shopping?  A dire degli autori dell’esperimento la memantina agisce nel cervello sul sistema glutamatergico, che si pensa sia coinvolto nello sviluppo di demenza. "Ma questo meccanismo – concludono – si ipotizza abbia un ruolo in alcuni soggetti nell’esplosione dei disturbi ossessivo-compulsivi".
 

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