Se il fegato è “grasso”, movimento, alimentazione leggera e… spinaci

Dieta mediterranea con spinaci e attività fisica regolare sono le regole fondamentali per mantenere il fegato “magro”

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Non ce ne accorgiamo. E magari, visto che non beviamo alcolici e ci limitiamo ogni tanto al classico bicchiere in compagnia, mai e poi mai penseremmo che il nostro fegato soffra. Eppure, in certi casi, non è così.

Il problema consiste nella steatosi epatica non alcolica, che rappresenta una delle problematiche più diffuse e che in qualche modo fa lavorare male questo naturale laboratorio dell’organismo. Ora una ricerca dimostra associa l’assunzione abbastanza regolare di spinaci (la stagione è quella giusta, ma ci sono sempre i surgelati) può aiutare a contrastare questo quadro.

Cosa succede con la steatosi

Alcune statistiche dicono che il fegato grasso sarebbe molto diffuso. Il quadro interesserebbe quasi tre persone su dieci. Va detto che l’organo non è mai completamente privo di qualche traccia adiposo. In media infatti quasi una cellule su venti, andando a vedere specificamente con il microscopio, porta un pizzico di grasso. Ma la situazione cambia quando questa percentuale aumenta.

Allora sì che la salute può risentirne, magari sotto forma di digestione lenta, stanchezza o segnali simili. Capita soprattutto a chi è in sovrappeso e questo mette in evidenza soprattutto il ruolo delle abitudini non proprio salutari, basti pensare che tra gli obesi la presenza del tessuto adiposo all’interno del fegato raggiungerebbe anche percentuali da record, superando il 70-80 per cento. Sia come sia, sotto accusa ci sono soprattutto l’alimentazione ipercalorica e la scarsa attività fisica, insieme rappresentano un nemico per la salute del fegato costretto ad un superlavoro e portato a “infarcirsi” di tessuto adiposo.

Per questo chi è in sovrappeso ha una probabilità molto più elevata di sviluppare il fegato grasso. Il problema del fegato grasso è la serie di correlazioni nel quadro clinico che può originare oltre agli effetti epatici. Infatti, i pazienti con NAFLD (questa la sigla anglosassone che definisce il quadro), sono a più alto rischio di patologie cardiovascolari (ad esempio infarto o ictus) che rappresentano la principale causa di morte”.

Sotto questa luce, ovviamente, la situazione cambia. Avere la “ciccia” nascosta tra le pieghe del fegato, infatti, significherebbe che si è portati a soffrire della sindrome metabolica, una sindrome caratterizzata da sovrappeso/obesità, diabete, ipertensione, aumento dei trigliceridi, riduzione del colesterolo buono o Hdl. Per questo motivo nei pazienti con steatosi epatica deve essere valutato se vi sia ipertensione, dislipidemia, intolleranza glucidica/diabete.

Tra i meccanismi che si creano in caso di steatosi epatica infatti c’è anche la resistenza all’insulina, condizione che porta il pancreas a produrre più insulina per mantenere la glicemia nella norma  e questo a lungo andare causa diabete. I pazienti con fegato grasso hanno un rischio di sviluppare il diabete tre o quattro volte superiore rispetto a chi non ne soffre, e il diabete gioca poi un ruolo chiave nello sviluppo dei problemi vascolari.

Come comportarsi?

La dieta mediterranea, ricca di vegetali e fibre, insieme ad una regolare attività fisica sono fondamentali per mantenere il fegato “magro”. Tra i vegetali, poi, un ruolo particolare potrebbe essere giocato dagli spinaci. Almeno questa è la conclusione di una ricerca apparsa su BMC Gastroenterology.

Lo studio, condotto da esperti di un’Università di Teheran in Iran, dimostra che il consumo regolare di spinaci negli adulti (probabilmente per la ricchezza in polifenoli ed antiossidanti, si associa ad un minor rischio di sviluppare i problemi del fegato. La ricerca offre indicazioni importanti, ma ovviamente non si può puntare solo su un alimento. Per il fegato, ciò che conta è uno stile di vita sano.

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