Sclerosi multipla: i sintomi, la diagnosi, le cure

In attesa di una cura specifica, la sclerosi multipla può essere trattata con terapie volte a rallentarne la progressione. Con l’aiuto dell’esperta scopriamo come riconoscere i sintomi di questa malattia cronica

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere Specializzata nella comunicazione online, ha collaborato con testate giornalistiche, uffici stampa, redazioni tv, case editrici e agenzie web in progetti su Salute&Benessere.

Come sappiamo, la buona salute del nostro organismo è fortemente correlata al corretto funzionamento di ciascuna parte di esso. In questo senso, il sistema immunitario svolge un ruolo cardine, poiché la sua principale funzione consiste nel difendere il corpo dagli attacchi esterni.

A volte, però, può succedere che lo stesso sistema immunitario attacchi erroneamente alcuni componenti del sistema nervoso, scatenando così una reazione autoimmune e di conseguenza, un processo infiammatorio. È quello che accade nel caso della sclerosi multipla, una malattia appunto autoimmune che colpisce il sistema nervoso centrale con conseguenze importanti sulla quotidianità di chi ne soffre.

La sintomatologia varia da persona a persona in base al grado di entità della lesione delle fibre nervose e a dove si verifica: l’andamento stesso della malattia quindi è variabile, per cui per esempio può progredire e regredire in modo inaspettato, come nella forma Recidivante Remittente.

Ad oggi, le cause non sono ancora del tutto note e, anche se non è stata identificata una cura vera e propria, ci sono diverse terapie volte a rallentare la progressione della malattia. A tal proposito l’AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, si occupa degli aspetti legati a questa malattia, da quelli socio-sanitari fino a quelli del finanziamento della ricerca scientifica.

A livello globale, il 30 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, data che in Italia inaugura anche la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla: l’evento, promosso da AISM sotto l’Alto Patronato della Repubblica Italiana, rappresenta un appuntamento ricorrente per informare e sensibilizzare la popolazione su questa patologia cronica.

Come possiamo riconoscere quindi la sclerosi multipla e quali sono le terapie possibili? Ne abbiamo parlato con la Dottoressa Grazia Rocca, Neurologo, Numero Verde AISM.

Che cos’è

«La sclerosi multipla (SM) è una malattia complessa, caratterizzata da un comportamento anomalo del proprio sistema immunitario. Quest’ultimo attacca principalmente la mielina, la guaina protettiva che riveste le connessioni nervose, determinando vere e proprie interruzioni o rallentamenti della trasmissione degli impulsi nervosi e producendo così la comparsa di sintomi vari, in base alla parte del sistema nervoso centrale che ha subìto le lesioni. È una malattia cronica, il cui decorso è variabile», spiega la dottoressa.

Le aree in cui avviene il danneggiamento della mielina hanno l’aspetto di cicatrici (“sclerosi” = indurimento) diffuse nel sistema nervoso centrale (“multipla”).

La sclerosi multipla riguarda oltre 2 milioni e mezzo di persone nel mondo, di cui 130 mila in Italia. Chiunque può sviluppare la SM, anche se le donne risultano maggiormente colpite, con un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini. Ogni 3 ore una persona riceve una diagnosi di sclerosi multipla, soprattutto giovani sotto i 40 anni, ma la malattia può presentarsi anche nei bambini e negli anziani.

Cause

«Le cause della sclerosi multipla sono ancora sconosciute. Non è una malattia ereditaria nel senso stretto del temine, ma esiste una familiarità. I fattori che possono contribuire all’innesco delle reazioni autoimmuni possono essere di varia natura, come per esempio ambientali, infettivi», continua l’esperta.

Sintomi

 «I sintomi sono estremamente variabili e possono anche cambiare nel tempo sia per durata che per intensità. Tra i sintomi più frequenti rientrano:

  • disturbi della vista;
  • fatica;
  • deficit di forza;
  • formicolii o altri disturbi della sensibilità;
  • disturbi vescicali;
  • alterazione dell’umore;
  • difficoltà di concentrazione.

L’intensità dei sintomi è anch’essa estremamente variabile. È importante gestire al meglio i sintomi tramite approcci farmacologici e non farmacologici – come la riabilitazione – perché in questo modo sarà possibile migliorare la qualità di vita non solo delle singole persone, ma anche di chi vive intorno», specifica la dottoressa Rocca.

Decorso

Anche se in circa il 15% dei casi si sviluppa con un lento e progressivo aumento del grado di severità dei sintomi, nella maggior parte dei casi la SM progredisce con l’andamento “a ricadute e remissioni”, ovvero episodi acuti (“ricadute”) seguiti da una successiva remissione totale o parziale dei sintomi.

Ad oggi, non è ancora possibile prevedere in modo preciso come progredirà la malattia, il cui andamento rimane imprevedibile: ad ogni modo, le probabilità di raggiungere un livello significativo di disabilità sono molto più basse rispetto al passato, tanto che l’aspettativa di vita delle persone con sclerosi multipla non è sostanzialmente differente da quella della popolazione generale.

Diagnosi

«Al momento non esiste un singolo test o esame in grado di fare diagnosi di sclerosi multipla, sostanzialmente il neurologo considera l’insieme di tre elementi:

  1. la storia clinica della persona;
  2. l’esame obiettivo neurologico;
  3. l’esecuzione di esami specifici tra cui la risonanza magnetica, i potenziali evocati, esami del sangue e del liquido cerebrospinale che permettono anche di escludere altre patologie.

La raccolta della storia clinica è importante perché permette di venire a conoscenza di quelle informazioni che riguardano i familiari, precedenti disturbi che possono servire ad avere un quadro generale della situazione».

Trattamento

«La ricerca ha fatto grossi passi in avanti sviluppando trattamenti, tecnologie, supporti che aiutano nella gestione quotidiana della malattia. Attualmente sono disponibili differenti terapie che modificano l’andamento della malattia, anche se non esiste una cura “definitiva”. Le evidenze scientifiche dimostrano che seguire una di queste terapie è il miglior modo per ridurre l’attività di malattia e che è importante iniziare i trattamenti appena la sclerosi multipla si manifesta, quindi precocemente. Infatti i trattamenti aiutano non solo a diminuire la frequenza e la gravità degli attacchi, ma rallentano anche la progressione della SM», conclude l’esperta.

In generale dunque, la sclerosi multipla è una patologia che può essere trattata con specifiche terapie, meglio se intraprese al manifestarsi dei primi sintomi. Questi ultimi sono diversi e possono verificarsi con maggiore o minore intensità, per cui se si hanno sospetti, è bene parlarne con il proprio medico per effettuare una diagnosi approfondita.

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