Sanremo, la tua canzone combatte l’ansia e il mal di schiena

Studi scientifici dimostrano che la musica agisce sulle vie nervose e aiuta a superare ansia, paure e dolore

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Ogni persona ha una canzone cui è particolarmente affezionata. C’è chi ricorda il primo bacio, chi riporta alla mente quanto sussurravano in musica i genitori, chi magari si limita a canticchiarla per sentirsi meglio. E ci sono tanti fattori che, in qualche modo, possono aiutarci a rimanere più tranquilli: si può puntare sul pupazzo di peluche che ci accompagnava a letto o più semplicemente a una foto che ci riconduce indietro negli anni.

Quello che conta è ricordare che questi semplici “aiutini” possono sostenerci per far fronte alle crisi ansiose o comunque alle fobie più o meno spiccate, da quella degli insetti fino alla paura creata dal trovarsi in uno spazio chiuso ed affollato, di cui soffriamo. Non ci credete? Lo dice la scienza.

L’aiuto “attiva” reti nervose specifiche

A benedire il nostro bisogno di attaccarci a qualcosa di familiare quando l’ansia e la paura si fanno incontrollabili, dimostrando che davvero un’immagine, un suono, una persona o un oggetto caro possono fare il miracolo ed aiutare a tranquillizzarci, è una ricerca condotta all’Università di Yale e pubblicata su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences).

Stando allo studio, questo semplice approccio comportamentale potrebbe aiutare anche chi è in trattamento con farmaci o in terapia psicoterapica. L’importante, per ognuno, è trovare lo strumento che può aiutare a ritrovare la sicurezza perché così si possono attivare le reti nervose specifiche per questo semplice approccio.

In particolare, sia negli animali da esperimento stimolati attraverso i suoni familiari sia negli esseri umani che avevano scelto la loro personale “ancora” di sicurezza, si attivano vie nervose che non consentono di collegare la percezione negativa impressa nella memoria, come ad esempio avviene nelle terapie che mirano a “disassuefare” progressivamente con stimoli più blandi dalle paure.

Le tecniche diagnostiche sofisticate che permettono di “valutare” quali strade si attivano nel sistema nervoso centrale dimostrano che i passaggi, in base all’approccio, risultano differenti. E quindi si può pensare che questa semplice misura comportamentale, da studiare davvero caso per caso in base alle esperienze di vita della persona, potrebbe davvero essere d’aiuto per migliorare la risposta alle fobie ed agli stati ansiosi, sempre più diffusi.  Proprio come una “cintura di sicurezza” invisibile.

Con la musica migliora anche il mal di schiena

Lo studio americano dimostra quanto sia importante l’impatto di un fattore psicologicamente importante sul benessere dell’individuo. Ma soprattutto conferma una volta di più il valore “terapeutico” della musica, che agirebbe non solo sulla psiche ma anche sull’organismo.

Ci sono infatti studi che dimostrano come il supporto delle sette note potrebbe essere d’ausilio in chi è stato operato alla colonna vertebrale, quindi ad alto rischio di avere dolori. A provarlo è una ricerca condotta qualche tempo fa su 30 pazienti all’Ospedale Mount Sinai di New York ed è stata pubblicata sull’American Journal of Orthopaedics.

I soggetti, nei primi tre giorni dopo l’intervento, sono stati sottoposti a cicli di mezz’ora di musicoterapia, con la possibilità di scegliere il genere. Confrontando i risultati ottenuti con quelli di una popolazione di controllo, trattata allo stesso modo ma senza le sessioni musicali, si è visto che la resistenza al dolore appariva maggiore in chi aveva avuto il piacere di ascoltare la musica preferita. Ovviamente i risultati di questa ricerca si possono applicare anche ai casi in cui, pur senza essere operati, ci troviamo a fare i conti con un fastidioso mal di schiena. Come per le fobie, la musica che più ci piace può essere un ottimo “coadiuvante” per le cure.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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